Suicidio assistito nella cattolica Irlanda in una vicenda dall’umorismo black

I prezzi di una casa con giardino, a Dublino, si aggirano attorno ai sei milioni e mezzo di euro. Con mezzo milione di euro si compra un bicamere e servizi, ma in periferia. In Irlanda, la febbre del mattone è scoppiata negli anni '90 col boom economico seguito all'ingresso del paese nella Comunità Europea. L'ipertrofia nel settore edilizio è solo un aspetto di una società malata, governata dalla sola legge del profitto, che ha soppiantato il primato della religione o di qualsiasi altra dottrina sociale. Questo è lo scenario in cui si svolge la storia raccontata dalla pluripremiata Caoilinn Hughes, in “Le conseguenze”, (Pessime idee Ed., traduzione Anna Mioni, revisione Federica Aceto, pp. 250, euro 18), il suo secondo romanzo dopo “Orchid & the Wasp” in cui affronta le tematiche delle ripercussioni del 'great crash' del 2008 sulla società irlandese.
Ci troviamo nella Contea di Roscommon, nel centro dell'Irlanda rurale. L'orgoglioso Manus Black è un agricoltore che negli anni è riuscito a assicurarsi una buona posizione acquisendo terreni e lavorando la sua terra. E' un omone di poche parole, ma di grande carisma, tanto che è chiamato da tutti “Il Capo”. La sua famiglia è composta da Nòra, sua moglie, una ex suora, e da due soli figli, Cormac, senza scrupoli, brillante e intraprendente, e Hart, il più giovane, un pigro sognatore che si fa carico di raccontare tutta la storia, armato d'una buona dose di humor nero, preziosa eredità d'una tradizione che parte da Samuel Beckett e Flann O’Brien, e arriva fino ad Anne Enright. I fatti hanno luogo nel corso del 2014, ma le cause della rovina economica e finanziaria che s'è abbattuta sui Black risalgono ai disastrosi investimenti immobiliari che “Il Capo”, malconsigliato, aveva fatto all'inizio degli anni 2000, ai tempi della Tigre Celtica e della bolla speculativa edilizia. Dopo aver perso tutto con la crisi, Manus Black somatizza il suo personale fallimento, che si manifesta in un devastante tumore.
Decide di non curarsi, perché interpreta quel cancro come la giusta punizione per i suoi errori. Una cosa però non tollera: soffrire inutilmente, ma essendo cattolico, non vuole togliersi la vita con le proprie mani. Allora chiede aiuto ai suoi due diversissimi figli, facendo loro intendere che vuol farla finita. Del suo suicidio assistito dovranno occuparsene Hart e Cormac, ben consapevoli che in Irlanda l'eutanasia è vietata dalla legge, ma i due – come si usa dire - 'non fanno una piega' e iniziano un percorso – esilarante quanto drammatico - che porterà al compimento del desiderio del padre. Le cui 'conseguenze' però, non solo non resteranno impunite, ma riveleranno al giovane ed ingenuo Hart la vera natura dell'odiosa madre e dell'intrigante fratello.
“Le conseguenze”, basato sul dibattito scatenato dal caso giudiziario di Marie Fleming, che nel 2013 sfidò senza successo la Corte Suprema irlandese per ottenere una revisione della legge sul fine vita - è tra i finalisti dei An post Irish Book Awards 2020 e candidato al Dylan Thomas Prize 2021. La Hughes è riuscita a scrivere un romanzo stupefacente e straordinariamente originale, sia nelle scelte stilistiche che nella costruzione della narrazione. La caratterizzazione dei quattro protagonisti, con le loro peculiari idiosincrasie, è magistrale. Ai ritratti dei memorabili membri della famiglia Black si aggiunge poi – inaspettato - il cammeo del prete del villaggio, la cui personale confessione a chiusura di una confessione di Hart è davvero qualcosa fuori dell'ordinario. Caoilinn Hughes racconta un'Irlanda senza valori, in cui oggi – a differenza della pièce del 1907 di John M. Synge, “The Playboy of the Western World”, ai propri vecchi la morte non si augura, ma la si procura. —
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