Sul set di Paradise del triestino Del Degan la storia di un uomo in fuga dalla vendetta

Il film prodotto dalla Pilgrim e dalla slovena Atalanta si gira a Sauris dopo l’emergenza maltempo



Serviva una location unica come Sauris per raccontare la storia di un cambio esistenziale che scavalca ogni cliché: è quella di “Paradise – Tutta un’altra vita”, il film che il regista triestino Davide Del Degan sta girando nel comune carnico con gli attori Vincenzo Nemolato, Katarina Cas, Selene Caramazza e Giovanni Calcagno. Un posto non semplice dal punto di vista logistico, ma dal fascino unico, anche per il caratteristico idioma del posto, di origine tedesca. “Paradise - Tutta un’altra vita”, prodotto dalla triestina Pilgrim e dalla slovena Atalanta Film, è una commedia che racconta di Calogero, un siciliano che denuncia un omicidio di mafia e viene spedito dal programma protezione testimoni, sotto copertura, proprio a Sauris.

Sempre nel paese arriva anche il killer che lui ha denunciato: Calogero si sente in pericolo, ma non sa che l’altro è diventato un collaboratore di giustizia. «È una storia che scardina i cliché legati ai due territori, il profondo Sud della Sicilia e il profondo Nord di Sauris», ha spiegato il produttore esecutivo Gianpaolo Smiraglia nella conferenza stampa di ieri. «Quando siamo arrivati in paese abbiamo scoperto tante storie di persone che si sono davvero nascoste a Sauris, perché era un luogo di confino o perché qualcuno si rifugiava qui per far perdere le proprie tracce». All’incontro erano presenti anche il Sindaco di Sauris Ermes Petris, il responsabile della Fvg Film Commission Guido Cassano e il Direttore del Fondo Regionale per l’audiovisivo FVG Paolo Vidali. Tutti hanno raccontato i dettagli di una produzione avventurosa, anche a causa del maltempo che ha colpito la Carnia nelle scorse settimane: «Appena è arrivata la troupe si è scatenato l’inferno. Eravamo in piena emergenza», ha ricordato il sindaco. «Ma insieme abbiamo superato le difficoltà. Fa piacere che sia stata scelta Sauris: siamo un puntino, 400 abitanti, ma tenaci. Siamo contenti che questo film metta in evidenza la particolarità di un territorio, la montagna del Friuli Venezia Giulia». “Paradise – Tutta un’altra vita” è anche un esempio virtuoso della solidità dell’industria cinematografica regionale: «Il film è stato finanziato dal Film Fund del Friuli Venezia Giulia e dal Fondo Regionale per l’Audiovisivo per lo sviluppo e la distribuzione», ha specificato Cassano. «Un esempio positivo del sistema cinema regionale che funziona in tutta la sua filiera, dalla scrittura della sceneggiatura alla produzione, con un territorio come Sauris che ha accolto le riprese con entusiasmo, fino all’arrivo in sala». Del resto la particolarità di Sauris è fortemente legata all’idea di fondo del film: «”Paradise” racconta anche l’incomprensione dell’uomo che arriva dal profondo Sud in una realtà che è tanto diversa anche nella lingua. Era difficile pensarlo da un’altra parte», ha specificato Vidali. «Come “Zoran – Il mio nipote scemo” di Matteo Oleotto e “Menocchio” di Alberto Fasulo, in questi giorni al cinema, anche “Paradise” è realizzato con un percorso totalmente all’interno del Friuli Venezia Giulia.

La chiave è sfruttare le occasioni che offrono le diverse realtà della regione: le differenze non sono limiti, ma opportunità». —

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