Sulle tracce dei migranti invisibili lungo il flusso della rotta balcanica

Per un anno e mezzo è stato quasi ogni giorno nei boschi del Carso triestino lungo il confine tra l'Italia e la Slovenia. Il regista Mauro Caputo ha voluto mostrare un fenomeno che tocca il territorio del Friuli Venezia Giulia: i migranti della rotta balcanica. “No borders. Flusso di coscienza” è il suo ultimo film, testimonianza viva di un viaggio senza fine. In questi giorni per Marietti 1820 esce una “novità editoriale”: e-book più film in streaming. Oltre al documentario, Caputo ha scritto a quattro mani con la giornalista Donatella Ferrario il libro “La porta d'Europa. Il confine italiano della rotta balcanica”.
«Ho conosciuto Mauro Caputo – racconta Ferrario – in occasione del suo film “Il profumo del tempo delle favole”. Due anni fa Mauro ha iniziato ad esplorare le zone confinarie tra Italia e Slovenia fotografando e filmando. Ho avuto il privilegio di seguire lo sviluppo di quello che sarebbe diventato il film “No borders. Flusso di coscienza”». Hanno unito così le loro forze dando vita a una sorta di introduzione alla visione del documentario. «Abbiamo pensato ad un testo – prosegue Ferrario – che funzionasse come una bussola tra quelle storie umanissime di gente in cammino, storie che non ci possono lasciare indifferenti. Mauro mi ha saputo comunicare la sua passione e il dovere morale di dare voce a tutti quegli “invisibili” che arrivano in Italia, una breve tappa verso altri Paesi europei».
Durante le perlustrazioni nei boschi, il regista ha incontrato numerose tracce lasciate da migliaia di migranti provenienti da luoghi lontani che nemmeno immaginiamo che si liberano di ogni cosa, anche della loro identità. «Non c'è stato mai nessun controllo – spiega Caputo – . Nonostante i molti sconfinamenti, di giorno, di notte, sono sempre passato indisturbato, non ho incontrato nessun genere di ostacoli, solo le tracce e i volti degli invisibili. Sia nell'e-book che nel film raccontiamo nel dettaglio questa circostanza».
Si crea così un passaggio di molte persone che non vogliono rimanere sul territorio italiano e che in gran parte sfuggono alle statistiche ufficiali. «Ho trovato – sottolinea il regista – documenti che testimoniano un fenomeno più vasto di quello descritto dai media, il passaggio di persone provenienti dall'Afghanistan, Algeria, Azad Kashmir, Bangladesh, India, Iraq, Iran, Libia, Malesia, Marocco, Nepal, Pakistan, Siria, Somalia, Tunisia che deve far riflettere sulla reale entità e evoluzione, anche in termini di emergenza umanitaria». La nostra zona boschiva può essere così considerata la vera porta d'Europa sulla Rotta Balcanica.
“No borders. Flusso di coscienza” – primo lavoro sul tratto della rotta balcanica coprodotto da Vox Produzioni e A_Lab Production – è stato proiettato per i membri del Parlamento Europeo.
L' e-book ricco di fotografie più il film testimonianza sono già disponibili sul sito di Marietti 1820 nella collana digitale “iRèfoli” che inaugura la sezione Plus che sperimenta per la prima volta testi scritti arricchiti da contenuti visivi. Prossimamente uscirà anche una versione in inglese.
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