“Swinging Stories” in salsa triestina: storie, aneddoti e danze a volontà

Il reading mette in scena il Dopoguerra in città sulle note di Armstrong ma pure di Luttazzi  


La Trieste musicale del Dopoguerra, quella dipinta a stelle a strisce, tra i primi respiri di chewing gum, jazz e swing. Un racconto tra note, storia e aneddoti quello scritto da Federica Marchesich, l’autrice di “Trieste Swinging Stories”, spettacolo in chiave di reading teatrale e danza in programma oggi, alla sala Vaganova di via Coroneo 15, alle 18.

Il periodo risale agli anni Quaranta, il contesto sociale parla del controllo del Comando alleato ma il clima riserva anche un certo fermento artistico e la fonte di nuove forme musicali adottate sotto San Giusto e da artisti destinati a scrivere capitoli eccellenti della canzone italiana. Lo spettacolo avvolge tali spunti ed estende il copione al colore e al costume in atto a Trieste dell’epoca, provando a disegnare un piccolo affresco storico cittadino ideato in occasione del trentennale dalla fondazione di Arteffetto e dei venti di attività della “costola” ArteffettoDanza.

Qualche nome incastonato all’interno della rappresentazione? Lo show accenna ai primi fasti di Lelio Luttazzi e Teddy Reno ma narra anche di icone come Louis Armstrong, di cui le cronache parlano di un concerto tenutosi a Politeama Rossetti; era il 24 ottobre del 1949.

Teatri, locali e avanspettacolo, senza contare le rappresentazioni tenute dai primi jazzmen triestini a bordo delle navi bianche dirette alla volta dell’America. Era tuttavia soprattutto la radio (quella inglese e naturalmente americana) a dettare legge in tema musicale, diffondendo brani e autori legati al jazz e al più ballabile swing, la cifra attorno alla quale lo spettacolo di oggi punta a definire il suo impatto coreografico e musicale, alternandosi a brani come “Il giovanotto matto” di Lelio Luttazzi, oppure “Baby won’t you please come home” di Louis Armstrong. Il cast di “Trieste Swinging Stories” si avvale di una parte della compagnia targata Arteffetto e dell’associazione Artemusica, con i docenti Federica Marchesich, Tine Verbole, Tanja Fercej, Ales Kolar, Cassandra Hargrave e Guillaume Guida. Fanno parte del progetto anche Leonardo Zannier e Paolo Venier, accanto a uno Swing Quartet composto da Riccardo Morpurgo, Flavio Davanzo, Francesco Cainero e Igor Cecchini. Ingresso libero. —


 

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