Sydorenko inaugura le Note d’autunno dei musicisti europei

Martedì al teatro Miela l’apertura dell’evento con il giovane musicista ucraino, formato nell’orchestra Esyo

Federica Gregori

L’aveva sentito suonare per la prima volta a Kiev, anno 2007, capendo subito che quel ragazzino aveva qualcosa di speciale. È così che Igor Coretti Kuret lo aveva scelto per la sua orchestra, quando la guerra era ancora lontana e Bogdan Sydorenko era soltanto un giovanissimo clarinettista.

Capì di aver fatto la cosa giusta quando Riccardo Muti, anni dopo, gli chiese se avesse qualcuno in grado di sostituire il solista rimasto a Vienna. Kuret propose quel giovane musicista ucraino e Muti, dopo una prova, lo inserì nell’ensemble. Oggi Sydorenko vive a Parigi, ha una carriera internazionale alle spalle e sarà lui, martedì 22 al Teatro Miela, ad aprire “Note d’autunno dei giovani musicisti europei”, la nuova rassegna di ESYO – European Spirit of Youth Orchestra.

È una storia che dice già molto di un’orchestra che il suo fondatore Igor Coretti Kuret ha immaginato per far viaggiare la musica, e i suoi ragazzi, oltre i confini. Perché ESYO è proprio questo: giovani musicisti che passano, si formano, si perdono di vista e tornano; un’orchestra in continuo ricambio che dal 1994 ha coinvolto quasi 3 mila giovani musicisti. E mentre i confini tornano a separare, in questa orchestra un ucraino e un russo possono ancora trovarsi a suonare vicini.

Sydorenko è uno di loro. A Trieste martedì porterà «Voyage d’un musicien», un recital insieme al pianista di origini taiwanesi Yun-Yang Lee. «Ci farà sentire tre brani musicali scritti per il clarinetto – spiega il direttore artistico –: uno, opera di un suo amico compositore ucraino, poi una suonata di Saint-Saëns, quindi delle variazioni sul tema del Rigoletto di Verdi. Con lui, musicalità e virtuosismo sono assicurate: è forse il miglior clarinetto tra tutti quelli passati in 35 anni di vita dell’orchestra».

«Per la prima volta nella nostra storia presentiamo un programma autunnale – ha annunciato il presidente dell’associazione Scuola per Giovani Musicisti Europei Ezio Perillo –. E mi piace ricordare ciò che scrisse Giorgio Rossi appena quattro mesi fa comunicandoci il nostro ingresso nel programma triennale del Comune: a voi che siete l’unica orchestra che si muove al di là dei confini provinciali e regionali e soprattutto verso orizzonti balcanici, chiedo di essere il faro di questa città e di portare la triestinità ovunque andiate. Un impegno che manterremo con le tournee. Con “Note d’autunno” , invece, non chiameremo il firmamento dei grandi musicisti, ma metteremo sul palco le eccellenze che si sono consolidate grazie al lavoro di quest’orchestra».

I quattro concerti, tre a ingresso libero, l’ultimo su invito, avranno inizio alle 20. 30 e chiuderanno la stagione “United Together, for a Europe of good friends” 2026, organizzata con il contributo di Regione Friuli Venezia Giulia, IoSonoFVG e Comune di Trieste.

Il 14 ottobre, ancora al Miela, «sarà dedicato a un triestino – racconta Kuret –, nell’orchestra dal 2015 al 2017: Lorenzo Dari, diploma in Percussioni e Composizione. Oggi vive in giro per l’Europa, ogni tanto torna nella sua città. “Contrappunto di Tempi” ha un fil rouge: la seconda partita per violino solo in re minore di Bach. Ogni movimento verrà alternato a un brano di un compositore contemporaneo: l’ultimo, proprio un suo pezzo, “Eppure i ciliegi sono in fiore” . In mezzo, un brano scritto da un altro triestino, Simon Kravos, nipote del poeta Marco Kravos. Una proposta interessante, un recital solistico suonando strumenti inconsueti come la marimba».

Ci si trasferirà poi alla Sala Luttazzi del Magazzino 26 il 9 novembre, dove arriveranno i giovani musicisti della scuola Davorin Jenko di Belgrado, partner dell’orchestra dal 2003: saranno “Suoni dei Balcani” . La scuola infatti, che conta oltre 900 allievi, è punto di riferimento di rilievo per la didattica musicale giovanile nel panorama di Belgrado e dell’intera Serbia.

Buon Natale in musica il 10 dicembre, infine, al MIB di Palazzo Ferdinandeo: su invito si potranno ascoltare i Solisti di ESYO, ensemble di musicisti che hanno fatto parte della formazione sinfonica e che oggi possono tornarvi da solisti. I nomi? Kuret non li vuole ancora svelare: per ora anticipa soltanto una violinista romena e un trombettista italiano. Due sorprese che, a giudicare dalle carriere degli ex ESYO, vale la pena aspettare.

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