La stagione del Teatro Stabile Sloveno di Trieste nel segno degli alberi della vita

Il cartellone degli spettacoli 2026/2027 è stato presentato alla stampa dalla neodirettrice Nina Ukmar e da Ivan Jevnikar

Roberto Canziani
Lo spettacolo Rumori fuori scena che aprirà la stagione
Lo spettacolo Rumori fuori scena che aprirà la stagione

Un boschetto di alberi dalle folte chiome occupa tutto il palcoscenico del Teatro Stabile Sloveno. Sono gli “alberi della vita”, quelli che daranno il titolo alla stagione di spettacoli 2026/2027, presentata alla stampa dalla neodirettrice Nina Ukmar e da Ivan Jevnikar, presidente dell'ente che continua a rappresentare il punto di riferimento culturale della comunità slovena di Trieste.

Un bosco speciale perché quelle chiome, congegnate con cura dallo staff tecnico-scenografico, sono fatte di fogli di carta, tanti e tanti: le pagine dei testi teatrali che nelle scorse stagioni hanno animato i due palcoscenici di via Petronio.

Proprio ciò che succederà anche con il prossimo cartellone, fortemente centrato sulla drammaturgia: creazioni sceniche che gli “alberi della vita” faranno fiorire in diverse tinte – quella civile, quella umoristica, quella pensosa –, tutte portate a mettere in luce le relazioni interpersonali, i rapporti d'amore, d'odio, di potere che si sviluppano, in particolare, nell'ambito famigliare.

«Senza però trascurare momenti di leggerezza, divertimento magari – ha detto Ukmar – dei quali, in questo passaggio storico, la vita ha davvero bisogno». Si comincerà infatti in autunno (il 2 ottobre) con una commedia che ha messo il sorriso in bocca a milioni di spettatori da quando nel 1982 il suo autore, l'inglese Michael Frayn, è riuscito a trasformarla in un cavallo di battaglia per compagnie di tutto il mondo. “Rumori fuori scena” verrà allestito, in questo caso, dal Teatro Nazionale Sloveno Drama di Lubiana, che ne ha affidato la regia a Ivana Djilas. Sarà lo spettacolo di apertura della stagione.

Più pensoso certo, e alla ricerca di verità taciute in un rapporto di coppia, è invece “Zile” (in italiano “Vene”). Nel testo scritto da Lisa Wentz e ambientato in Tirolo, negli anni Cinquanta, il regista Igor Pison intreccia la voce della montagna e la vita di una famiglia che non è mai riuscita a dirsi tale, seppellendo il passato.

In famiglia si svolge anche il successivo “Zmaga / Vittoria”, scritto in coppia da Cristina Clemente e Marc Angelet. Una vicenda in cui un adolescente, promessa del calcio internazionale, annuncia a sorpresa ai propri cari di rinunciare alla carriera sportiva. Perché? La regia di Nenni Delmestre gioca appunto con questo mistero.

Ancora famiglie sotto la lente in “Spomin vode / La memoria dell'acqua” in cui Luka Marcen, regista, esplora l'infanzia di tre sorelle che, oramai adulte, si ritrovano nella vecchia casa a ricostruire un passato comune, spezzato in frammenti individuali.

“Art”, della francese Jasmine Reza, è un altro di quei lavori che hanno girato il mondo in centinaia di allestimenti diversi. Questa arguta e combattuta discussione tra giudizi d'arte e rapporti d'amicizia andrà in scena a febbraio 2027 diretta da Alen Jelen.

A questi quattro titoli, produzioni indoor dello Stabile Sloveno, si aggiunge l'ospitalità di “Kje je Primadona? / Dov'è la primadonna?”, il gioco degli equivoci musicali che Katja Pegan ha allestito per il teatro di Capodistria.

Saranno così sei (tutti debutti, come sempre sopratitolati in italiano) gli spettacoli previsti nell'abbonamento base. Al quale gli spettatori i più fedeli potranno sommare altri titoli, raggruppati nelle mini stagioni “Commedia” e “Coraggiosi”. Tra i quali vanno segnalati almeno “L'incubatrice”, nuova creazione dello sfidante regista Oliver Frljic, e “Coppia aperta, quasi spalancata”, omaggio al testo che Dario Fo e Franca Rame presentarono proprio sul questo palcoscenico negli anni '80.

L'illustrazione del cartellone 26/27 ha permesso di annunciare l'ingresso nello staff di una nuova figura: l'assistente alla direzione artistica, ruolo per il quale è stata scelta Alida Bevk. E di rendere infine pubblico che il Premio Tantadruj, assegnato a Trieste e a Gorizia dagli spettatori del Teatro Sloveno, ha visto come “miglior spettacolo” della stagione scorsa: “La ballata della tromba e della nuvola”.

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