Teho Teardo, musica per Mirò a Villa Manin

Un incontro-evento con il compositore pordenonese oggi all’interno della mostra “Soli di notte”

PASSARIANO. Saranno le musiche di Teho Teardo e le fascinazioni dei grandi artisti del Novecento, Man Ray e Joan Mirò, che lo hanno ispirato in alcuni dei più recenti lavori, al centro dell’incontro-evento che si terrà oggi alle 17.30 a Villa Manin di Passariano, con la partecipazione del compositore pordenonese, che vive a Roma, Premio David di Donatello per le musiche del film “Il divo”.

Tra gli aspetti esclusivi e affascinati della mostra che ha preso il via lo scorso 17 ottobre nella villa dogale di Passariano, “Joan Mirò a Villa Manin. Soli di notte” (oltre alle tantissime opere dell’ultimo trentennio di attività dell’artista catalano, ai suoi oggetti personali, agli scatti dei grandi fotografi che lo hanno immortalato, alle suggestive ricostruzioni degli studi maiorchini) vi è infatti la musica originale composta da Teardo a Palma di Maiorca, su iniziativa dell’Azienda Speciale Villa Manin, proprio per l’evento espositivo: “Into the black. Music for Joan Mirò”.

Un’opera musicale, vera e propria colonna sonora della mostra, che avvolge il visitatore nel percorso espositivo nel salone centrale di Villa Manin, insieme alle immagini dei video di Michele Baggio, che documentano lo studio del grande pittore spagnolo e Teardo durante il processo creativo. A Palma, nello studio privato che l’architetto Sert aveva progettato per Mirò, Teardo ha potuto registrare alcuni brani in cui ha utilizzato ocarine, percussioni e altri oggetti quali pennelli, vasi di colore, spatole, coltelli appartenuti a Miró. In completa solitudine, Teho ha suonato in un ambiente pieno di opere e oggetti di Miró, una condizione unica e particolare in cui scrivere e produrre suono: suonare e danzare nella luce naturale dello studio di uno dei più importanti artisti di sempre; nelle stesse stanze dove l'ormai sessantenne Miró si era ritirato per poter creare in solitudine le opere più mature, nella sua fase più profonda e autocritica, rivoluzionando la sua pittura.

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