Un’onda di cultura alla Barcolana: idee, voci e suoni a terra e in mare

Svelato il calendario di eventi collaterali dell’edizione numero 58 della Barcolana: musica in Cavana e sul canale di Ponterosso, teatro e attività per famiglie a Roiano. E ancora installazioni, progetti sulla legalità, cinema e un festival letterario con grandi nomi

Be Open”. Due parole diventano quest’anno la chiave di lettura del programma culturale di Barcolana58: un invito ad aprire la città ad artisti, studenti, ricercatori, associazioni, a chiunque abbia voglia di portare un’idea. «Be Open racconta prima di tutto la capacità di Barcolana di lasciarsi contaminare dalle idee e dalle energie degli altri - spiega il presidente della Società velica di Barcola e Grignano, Mitja Gialuz -. Il mare rimane il punto da cui partiamo, ma diventa anche uno spazio attraverso cui parlare di cultura, scienza, ambiente, musica, letteratura e inclusione».

La stessa filosofia, aggiunge Gialuz, vale in acqua come in città: sulla linea di partenza corrono insieme le barche più veloci e quelle più lente, proprio come nel programma a terra convivono grandi nomi e proposte nate dal basso.

Il risultato più concreto di questa apertura è il bando Candida il tuo evento”: 110 candidature, di cui 91 accolte, per un calendario che supera i 500 appuntamenti tra terra e mare, in un programma, dice ancora Gialuz, «che non ha precedenti nella storia della Barcolana».

Il cuore del programma resta la letteratura. Torna infatti per l’ottava edizione “Un Mare di Racconti”, il festival ideato e diretto da Alessandro Mezzena Lona, che dal 5 al 10 ottobre porterà nell’auditorium della Casa della Musica una ventina di autori italiani e internazionali, tra narrativa, noir e memoir d’avventura, da Andrea Vitali a Claudia Durastanti, da Clara Sánchez a Viola Ardone, finalista al Campiello.

Gli eventi musicali

La musica, intanto, cambia formula: non più un unico grande concerto in piazza Ponterosso, ma due poli distinti. Un palco resta a Borgo Cavana, protagonista da due edizioni della sperimentazione dei “Borghi”, mentre per la prima volta la musica sale anche su una chiatta galleggiante sul canale di Ponterosso, dove si alterneranno artisti locali e non: tra loro anche chi suonerà le conchiglie, con “Sea Shell, musica per conchiglie” del Mauro Ottolini Osaki Trio.

È il progetto Be Community, che quest’anno raddoppia: dopo il debutto di Borgo Cavana, si aggiunge il Borgo Teresiano, per un totale di 109 realtà aderenti tra esercizi commerciali, locali e associazioni.

Le altre attività

Il programma si allarga anche ai rioni cittadini e al Carso. Ad Altura, il 2 ottobre, la parrocchia di Nostra Signora di Lourdes ospita skateboard, mountain bike e pattinaggio artistico; il giorno dopo Campo San Giacomo diventa spazio di cultura urbana con una pista modulare e la gara “Cash for Tricks”. A Roiano, “Aspettando la Barcolana” animerà piazza tra i Rivi il 3 e 4 ottobre con teatro, musica e danza, per poi spostarsi il 5 e 6 ottobre al Giardino Max Cosina, con attività per bambini e famiglie.
Cinema, fotografia e arti visive s’intrecciano nel cartellone: torna, dieci anni dopo, la proiezione all’Ariston del doc dedicato al Pedocin L’ultima spiaggia”, mentre la Casa Carsica di Rupingrande ospita le mostre di pittura che accompagneranno tutta la manifestazione.

Non manca un progetto sulla legalità: le Barche della Legalità della Lega Navale porteranno in navigazione i ragazzi seguiti dall’Ufficio di servizio sociale per i minorenni, con letture dedicate ai più piccoli. «È un tema su cui ho lavorato a lungo insieme all’allora ministra della Giustizia Marta Cartabia - ricorda Gialuz -. La cultura della legalità si trasmette partendo dai bambini».

L’installazione per il terremoto del Friuli

Nei giorni del festival trova spazio anche “La prima volta che ho visto il mare, 1976-2026” , l’installazione con cui Barcolana ricorda, nel cinquantesimo anniversario, il terremoto del Friuli. Immagini, documenti e teatro racconteranno, tra friulano e triestino, la memoria della tragedia e della rinascita, in un legame tra terra e mare che l’installazione promette di svelare.

Un capitolo a parte merita la linea che intreccia scienza e mare. La Deep Blue Exploration Zone, nel Villaggio di piazza Unità, porterà circa 500 studenti a esplorare gli oceani in un tunnel immersivo tra scienza, immagini e suoni. Lunedì 6 ottobre, in Sala Luttazzi, c’è l’anteprima triestina del documentario Shark Preyed. Lo squalo nel piatto”, sul commercio di carne di squalo tra Italia e Spagna, con ricercatori impegnati nello studio degli squali: in proiezione anche le immagini delle vaccarelle riprese lungo la costiera triestina.

Al Museo De Henriquez apre invece il 2 ottobre la nuova sezione sul Batiscafo Trieste, voluta dall’assessore Giorgio Rossi, recentemente scomparso, a cui quest’anno è intitolato anche il Premio Batiscafo.

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