Trieste Blues Convention nasce il collettivo dei virtuosi delle blue note

trieste
Anche se non ci sono più né festival né locali dedicati e sono lontani i tempi gloriosi in cui in un piccolo club in Tor Cucherna si poteva assistere a uno straordinario concerto di due leggende come Louisiana Red e Carey Bell, il blues a Trieste è vivo e vegeto. E' il messaggio del bluesman triestino Mike Sponza, che per rilanciare questo genere musicale in città vara il progetto “Trieste Blues Convention”: un nuovo collettivo che raggruppa i migliori esponenti della scena blues triestina e che darà vita a una serie di concerti a ingresso libero, il primo dei quali è in programma già stasera alle 21.30, che si terranno ogni due mercoledì del mese al Loft di via Economo 12/1.
«L'obiettivo è quello di ricompattare tutti quei musicisti che hanno animato il blues triestino degli ultimi anni, per ridare lustro a un genere che in città ha sempre avuto un buon seguito», spiega Sponza, che nel collettivo ha riunito, oltre ai fedeli Moreno Buttinar e Roby Maffioli, anche Franco Toro, Jimmy Joe, Ivo Tull, Manlio Milazzi, Jacopo Tommasini, “Big Max” Pizzulin, Angelo Chiocca, Manuel Lampi, Elena Vinci, Marco Gerin e Andrea D'Ostuni. «Si tratta solo dell'inizio - continua Sponza -, perché vogliamo aprire la Trieste Blues Convention al maggior numero di musicisti possibile e soprattutto ai giovani, cui vorremmo offrire un palco e degli spunti preziosi per portare avanti la loro avventura nel blues». Sponza come altri colleghi continua a suonare molto di più in altre zone d’Italia e all'estero che nella propria città. È un falso mito, dicono Mike Sponza e Franco Toro, quello che collega la nascita del blues a Trieste con l'arrivo degli alleati nel dopoguerra: «Il blues a Trieste si sviluppò piuttosto sull'onda della diffusione di questo genere in Italia alla fine degli anni '70 e all'inizio degli Ottanta – dice Sponza -. In quel periodo c'era la tv di Renzo Arbore che contribuì a far conoscere il blues in Italia e in città molti locali diedero spazio a questa musica: c'erano lo Spofford in via Rossetti, lo Spaten in via Valdirivo, l'Ok Corral di Roiano, il Bbc di via Donota. Negli anni Novanta vi fu pure un'esperienza di festival blues triestino, con il Blue Est. Il mio primo incontro con il blues, quello vero, avvenne proprio in un piccolo club di Trieste, quando a 17 anni andai a sentire Louisiana Red e Carey Bell in concerto. Fu una rivelazione». —
Riproduzione riservata © Il Piccolo








