Un mondo senza memoria dove padre e figlio lottano per sopravvivere

È l’opera del regista padovano Claudio Cupellini sul valore della parola e dell’umanità intriso di disperazione e amore
Beatrice Fiorentino



Accettiamo il futuro distopico immaginato e abilmente trasposto sul grande schermo dal regista padovano Claudio Cupellini (su suggestione di un graphic novel di Gipi) senza farci troppe domande, proiettati verso una realtà che diamo per scontato essere possibile, se non addirittura ineluttabile. Non sappiamo con precisione cosa sia successo e per quale ragione l’umanità si sia quasi estinta. Si accenna a un misterioso veleno nell’aria e i corpi dei pochi sopravvissuti ne portano ancora i segni: cecità, deformazioni. Anche il paesaggio, un Polesine brumoso e solitario dal cui orizzonte si staccano le sagome di fabbriche dismesse e le carcasse di automobili, conserva come reperti di un passato perduto gli antichi scheletri della nostra civiltà industriale. In mezzo ai pochi superstiti, su una palafitta, un padre e un figlio lottano quotidianamente per la sopravvivenza in un mondo ostile e senza affetti. Un mondo senza più passato né memoria, dove la fiducia nel prossimo è debolezza, dove il ricordo è dolore.

“La Terra dei Figli” è un film sul valore della parola e dell’umanità, intriso di cupa disperazione e di inaspettato amore. Il racconto di formazione di un giovane in procinto di diventare uomo in un ambiente dove la brutalità è regola, il viaggio di un ragazzo in cerca di risposte e di qualcuno che possa aiutarlo a decifrare un passato ignoto, custodito tra le pagine del diario segreto del padre. Un girone infernale, scuro, che solo in parte si colloca sulla scia de “I figli degli uomini” di Boyle, per andare invece in cerca di soluzioni originali e credibili, perfettamente calate in un contesto dall’identità riconoscibile ma sempre coraggiosamente a distanza dalla patinata “comfort zone” del cinema italiano. Breve ma decisiva la presenza di Valerio Mastandrea che qui regala l’interpretazione più intensa e dolorosa della sua carriera. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Il Piccolo