“Via con me”, storia dell’antidivo La Mostra celebra Paolo Conte

Venezia 2020, l'omaggio della Mostra a Paolo Conte con il film "Via con me". ANSA/UFFICIO STAMPA ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++
Venezia 2020, l'omaggio della Mostra a Paolo Conte con il film "Via con me". ANSA/UFFICIO STAMPA ++ NO SALES, EDITORIAL USE ONLY ++

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Paolo Conte è «uno scrittore di paesaggi», le sue sono canzoni per tanti aspetti «cinematografiche». Il film “Paolo Conte - Via con me” di Giorgio Verdelli, in anteprima a Venezia 77 e in 270 sale con Nexo digital come evento il 28, 29 e 30 settembre è proprio questo: una storia del grande artista di Asti attraverso le sue canzoni, il racconto della loro nascita, mescolato ai filmati dei concerti e alle voci di tanti colleghi che ne condividono l’amore per la musica - da Renzo Arbore a Vinicio Capossela - e dei tanti che lo hanno incrociato e continuano ad essergli vicini, primo fra tutti Roberto Benigni per il quale Conte scrisse la colonna sonora del primo film “Tu mi turbi”. «Una celebrazione? Non mi appartengono tanto le celebrazioni, non le amo però qui c’è il cinema ed è una cosa che mi è sempre stata congeniale». Paolo Conte, che ha 83 anni, su consiglio del medico per ragioni precauzionali, ha dovuto rinunciare a venire alla Mostra del cinema e la sua assenza certamente pesa (neanche un collegamento zoom) e così ad accompagnare il film di Verdelli, con il produttore, è Rita Allevato, la sua agente da 41 anni. «Paolo non ama apparire, ho dovuto convincerlo per accettare questo film spiegando che lo avremmo disturbato meno possibile. Ha detto sì e questo sarà uno dei documenti che finiranno nella Fondazione Paolo Conte - spiega - che stiamo aprendo e che avrà scopo culturale e di beneficenza».

In “Paolo Conte - Via con me”, una gioia per gli appassionati del jazz dell’avvocato, anzi del principe come lo chiama Benigni, «un guelfo astesano, chic e charme», ci sono 35 pezzi musicali, impossibile citarli tutti da Azzurro, Un gelato al limon, Topolino amaranto, e l’essenza della sua musica e del fascino potente che emana. «Una mia canzone - spiega ancora - nasce intanto da un’ispirazione musicale, tecnicamente avviene sempre prima, poi dentro cerco di infilarci le parole che questa musica mi ispira». Rifuggo l’autobiografico, io continuo a scrivere sognando che quella canzone la cantino altri». Nel film il musicista si descrive come un antidivo, «ho sempre cercato di nascondermi». —

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