Wunderkammer al “Ghisleri” con l’ensemble La Palatine

TRIESTE
Dopo l'interruzione autunnale dell'edizione 2020 di Wunderkammer Festival, causa pandemia, riprende a maggio la rassegna di musica dedicata a “Il Corso del Tempo”. Dieci gli appuntamenti dislocati tra il Teatro Miela, la Chiesa Luterana di Largo Panfili, Palazzo Gopcevich e la Torre del Lloyd con la prime data registrata in video. «Il nostro viaggio nel tempo iniziato il 12 ottobre scorso al Teatro Verdi con il concerto in collaborazione con la Società dei Concerti - racconta Paola Erdas, direttore artistico del festival - ha subito una brusca frenata. Speriamo di poter riprendere il festival in presenza prestissimo, ma nel frattempo riprendiamo a viaggiare col primo concerto in video girato nell’antico e prestigioso Collegio Ghislieri di Pavia. Sarà una piccola avant-premiére per omaggiare il nostro pubblico».
Wunderkammer propone un viaggio temporale anacronistico, attraverso una macchina del tempo musicale: dalla fine del Patriarcato di Aquileia del 1420 fino ad oggi, gli anni 2000. Zigzagando negli anni si potrà scoprire cosa succede nella musica secolo dopo secolo, concerto dopo concerto. Un concerto per ogni secolo: 1400, 1500, 1600, 1700, 1800, 1900, 2000, un lento orologio le cui sfere collegano in un unico movimento ricerca musicologica e personalità artistica, improvvisazione estemporanea e studio delle fonti.
Primo appuntamento in video disponibile da domani sul canale youtube del festival e sui canali social: l'ensemble La Palatine fa scoprire la musica del 1600. Il gruppo, in residenza al Centro di Musica Antica Ghislieri, concluderà il suo percorso nella città di Pavia con un video realizzato per Wunderkammer girato in tre delle sale più prestigiose dell’antico Collegio Ghislieri: il Salone San Pio, la Cappella San Pio e il Salone del Rettorato. La Palatine è uno dei gruppi selezionati dal nuovo programma europeo Eemerging+ di cui Wunderkammer è partner associato. I video realizzati per l'occasione andranno sui canali social di Wunderkammer l’1 maggio, resteranno online nei mesi a venire e renderanno omaggio a Cavalli, Monteverdi, Mazzocchi, Sances, Merula e Kapsberger.
Il Festival, norme nazionali permettendo, proseguirà in presenza il 15 maggio alle 18 al Palazzo Gopcevich, con Costantino Mastroprimiano e Alessandra Sagelli al fortepiano in “Mehrhändig - per più di due mani”, con musiche del 1800, Beethoven soprattutto, e un piccolo omaggio a Mozart. Il concerto sarà anche l'occasione per inaugurare il fortepiano "da viaggio", costruito a Londra nel 1786 da Buntebart & Sievers: un prezioso gioiello recentemente restaurato dal Museo Schmidl, e anche per riascoltare il fortepiano Heichele costruito a Trieste nei primi decennia del XIX secolo.
Con un balzo temporale arriviamo nel 2000, il 18 maggio al Teatro Miela alle 19: carta bianca a Gavino Murgia, voce, sax e Paola Erdas, clavisymbalum, salterio e voce in un programma dal titolo “Il vento tra le corde”.
Il 22 maggio, alla Torre del Lloyd in via von Bruck 3, il Caladrius ensemble propone “A Musical Duel”, giocato su un repertorio che va dal XVI al XVIII secolo. Il 25 maggio alle 19 di nuovo al Miela balzando nel ‘900 con “Time has told me” in cui Joel Frederiksen, voce e liuto, e Domen Marinčič, viola da gamba, offrono un programma in cui il seicentesco John Dowland è affiancato ai cantautori contemporanei Leonard Cohen e Nick Drake.
L’1 giugno, al Miela alle 19, di scena La Reverdie, uno dei più importanti ensemble di musica medievale nel panorama internazionale, mette a fuoco una delle ricorrenze di questa rassegna 2020, cioè il passaggio, nel 1420, al dominio veneziano del Patriarcato di Aquileia col programma “Quando i Dogi sconfissero i Patriarchi”.
L’8 giugno, al Miela, il clavicembalo di Paola Erdas ci porterà nella Napoli cosmopolita della fine del ‘500, mentre Bach sarà protagonista il 12 giugno alla Torre del Lloyd, fatto rivivere dalla giovane promessa del liuto Jadran Duncumb. Il 18 giugno chiusura, alle 19, alla Chiesa Luterana di Largo Panfili, con Kees Boeke, Walter van Hauwe, Lorenzo Cavasanti e Manuel Staropoli, quattro assoluti virtuosi, riuniti in un ensemble di flauti diritti che utilizza strumenti realizzati grazie a una collaborazione tra Elettra Sincrotrone Trieste e l’Università di Torino.
Infine zigzagando nel tempo si tornerà al 1600 con un concerto rimandato in autunno con la soprano Arabella Cortese e Alberto Busettini all’organo e cembalo. —
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