Chiello, "non rinnego la trap ma ora sono altro, però no alle etichette"

(ANSA) - ROMA, 19 MAR - Da Sanremo, dove ha partecipato con il brano Ti penso sempre, "sicuramente ho imparato tante cose, ma devo ancora tirare le somme. Di certo è stato bello". Chiello prova a far ordine nel turbinio che lo ha travolto nelle ultime settimane e che ora lo porta a pubblicare Agonia, il suo quarto album di inediti, in uscita il 20 marzo. "Pensavo di soffrire di più il festival, invece mi sono sentito sicuro sul palco. A volte ho avuto la sensazione di essere fuori posto: quella non è vita reale con la gente che ti chiede un selfie anche se non sa chi sei, ma l'ho fatto per la mia musica". Agonia era stata la parola che aveva scelto come chiave della sua partecipazione a Sanremo, ed è ora il titolo del nuovo lavoro. "Ma non le do un'accezione negativa, non è intesa solo come dolore. Arriva dal greco e significa conflitto, anche interno, e non è sempre un male. Il conflitto aiuta a crescere e ti porta all'evoluzione. Mi rappresenta molto". I tempi della trap con gli FSK sono lontani, più che temporalmente, musicalmente. Agonia è un album da posizionare nella sezione cantautori. "Non rinnego niente, allora mi piaceva la trap, oggi non mi divertirei più. Sono cresciuto e sono cambiato, ma c'è da dire che fin da bambino scrivevo. Ho iniziato a 9 anni con le poesie e ancora non ho smesso: arrivano prima le parole e poi la melodia". Un cambio di rotta, che ha significato anche lezioni di canto e di chitarra. "Mi annoio facilmente, ho bisogno di tanti stimoli e di crescere. Mi piace anche dipingere e gli sport estremi". L'album è ispirato a certe atmosfere americane (come quella della copertina, una fotografia di Todd Hido, tratta dalla raccolta House Hunting). E non è un caso che sia stato scritto e registrato nei boschi del Minnesota, alla ricerca di nuove suggestioni. "Appena sono atterrato il mio cervello si è allargato, di getto ho ricominciato a scrivere come non facevo da mesi. L'anima di Agonia è nata là, con strumenti che sarebbe stato impossibile trovare in Italia. Un po' grunge, un po' no, ma si discosta da quello che ho fatto finora". Fuori dallo studio, però, il mondo iniziava a crollare. "Si percepiva un clima di tensione, eravamo a un'ora di macchina da Minneapolis, dove c'erano le manifestazioni. Sembrava che le persone avessero paura. Tornerei, però fanculo Trump!", chiosa Chiello, anche se dice di non volersi schierare politicamente: "a me interessa fare musica. E sì, andrò a votare per il referendum che mi riguarda come cittadino, ma non come artista. Preferisco stare nella mia bolla". Ad aprile Chiello sarà in tour nei club. (ANSA).
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