Mimmo Peruffo maestro cordaio che ridà voce a strumenti antichi

Apprezzato oltre oceano per studi sul budello ora guarda a materiali del futuro

(di Fabrizio Fois) (ANSA) - CAGLIARI, 24 FEB - Agli inizi degli anni '80 ha cominciato per caso a studiare l'utilizzo del budello di agnello per realizzare corde di strumenti antichi in uso nel Rinascimento, Barocco e nel periodo Classico. Oggi è l'unico al mondo che, grazie alle sue ricerche, è riuscito a riscoprire i segreti di quell'arte dimenticata diventando uno dei più apprezzati maestri cordai del mondo. Le sue corde, non solo in budello, viaggiano dagli Stati Uniti al Giappone e vengono usate anche dai grandi marchi internazionali di corde e strumenti musicali. A 67 anni, Mimmo Peruffo continua la sua ricerca di materiali adatti a far vibrare gli strumenti puntando sulle bioplastiche di provenienza vegetale addizionate con polveri metalliche per corde di chitarre semi acustiche di una nota marca statunitense. Nato ad Arborea, in provincia di Oristano, dove la sua famiglia si era trasferita dal Veneto, dall'età di 10 anni ha seguito i suoi genitori che sono tornati nella loro regione di origine dove sorge la sua azienda Aquila Corde Armoniche, a Caldogno (Vicenza), nella quale lavorano ai telai e dissalatori una trentina di persone. "Ho iniziato costruendo alcune chitarre classiche per me e per miei amici ma nel 1983 è cambiato tutto - racconta all'ANSA Peruffo - mi ero diplomato perito chimico e lavoravo in un'azienda, ma un giorno mi è capitato di andare a una sorta di asta di legni e lì ho conosciuto alcuni liutai che mi hanno spinto a provare a ricreare le corde in budello che si usavano anticamente per far suonare gli strumenti a corda invece del più moderno acciaio che si è cominciato a usare dopo la Prima Guerra mondiale". Il primo scoglio che si è trovato a dover superare è stato quello di ricreare i bassi del liuto in budello, corde più grosse che andavano 'rinforzate' per evitare che suonassero tonfe. "Da allora ho iniziato a cercare nelle biblioteche, a leggere migliaia di documenti con la speranza di trovare la ricetta. Ero ancora alle prime armi. E sono andato avanti per 9 anni, finché alla fine ho conosciuto un cordaio che mi ha messo a disposizione delle strisce di budello fresco - ricorda - ho fatto più di 1500 esperimenti di tentativi di appesantimento delle corde usando ricette antiche riscoprendo le montature storiche, studiando chimica, scienza materiali del 600 e storia, e alla fine ne sono venuto a capo: era il 1990". La riuscita densificazione delle corde in budello non ha fermato la ricerca di Mimmo Peruffo che ha continuato a studiare i materiali e le tecniche di costruzione, girando centri e musei come il Kunsthistorisches Museum di Vienna. I suoi studi lo hanno anche portato a Venezia "dove c'era uno strumento del tardo '700, il contrabbasso del Dragonetti, ma ho anche ricostruito la copia esatta delle corde di Nicolò Paganini e per la prima volta dopo 200 anni si è potuto sentire il vero suono del violino che il maestro chiamava 'il cannone'". Oggi le sue corde per liuto, contrabbasso, arpa, viola da gamba, pardessus de viole, viola, Lyra viol o 'viola bastarda', violoncello, violino sono apprezzate da molte formazioni che in Italia, Europa e nel Mondo suonano ma musica antica ma non solo. I suoi studi lo hanno anche portato a utilizzare nuovi materiali come le bioplastiche per strumenti sudamericani e per Ukulele e oggi guarda al futuro di questo mestiere con uno sguardo nostalgico: "la corderia tra 7 anni sarà estinta. Fino a 20 anni fa i cordai professionisti erano una decina, molti sono andati in pensione, altri deceduti. Ora siamo rimasti 3/4. Se non si fa qualcosa in Europa questa professione scomparirà dando un colpo significativo alla musica antica". (ANSA).

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