Omicidio Tramontano, a ottobre appello bis a Impagnatiello sulla premeditazione

In secondo grado era caduta l'aggravante ma la Cassazione ha disposto di rivalutarla

(ANSA) - MILANO, 08 LUG - E' stato fissato per il 26 ottobre, davanti alla Corte d'Assise d'appello di Milano, il processo di secondo grado bis a carico di Alessandro Impagnatiello, l'ex barman che uccise, il 27 maggio 2023, con 37 coltellate la fidanzata Giulia Tramontano, incinta di 7 mesi, e fece scoprire il corpo solo dopo quattro giorni. Restando ferma la condanna all'ergastolo di primo e secondo grado, i giudici, come deciso dalla Cassazione che il 9 aprile scorso ha disposto un nuovo processo, dovranno solo rivalutare l'aggravante della premeditazione che non era stata riconosciuta nel giudizio d'appello, a differenza del primo grado. Per la Suprema Corte, invece, ci sono elementi, agli atti del processo, per "dimostrare che l'idea" di Impagnatiello di uccidere Giulia Tramontano "fosse già emersa molti mesi prima" del 27 maggio 2023. E la Corte d'appello avrebbe trascurato di valutare "l'incremento della somministrazione di veleno per topi", iniziata nel dicembre 2022, "proprio nell'ultimo mese e mezzo". Inoltre, la sua "intenzione omicidiaria", pure il giorno del delitto, si può ricondurre "a qualche ora prima". La Corte milanese, tuttavia, aveva escluso l'aggravante della premeditazione, mantenendo con la conferma, comunque, dell'ergastolo quelle della crudeltà e del vincolo della convivenza. Decisione che aveva fatto esplodere la rabbia dei familiari della vittima: "Vergogna, vergogna. La chiamano legge ma si legge disgusto", aveva scritto sui social la sorella Chiara dopo la sentenza che aveva cancellato il delitto premeditato. La Suprema Corte ha accolto il ricorso della Procura generale milanese diretta da Francesca Nanni e gli argomenti del sostituto pg in Cassazione Elisabetta Ceniccola. In Cassazione erano intervenuti anche l'avvocata Samanta Barbaglia per l'imputato e il legale Nicodemo Gentile, che assiste Franco Tramontano, padre di Giulia. (ANSA).

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