Traffico droga, sequestri e tentati omicidi, 18 arresti a Roma

Capi sodalizio criminali vicini a clan Senese, spedizioni punitive nel carcere di Rebibbia

(ANSA) - ROMA, 06 MAG - Con l'arresto di 18 persone, 16 in carcere e due ai domiciliari, è stata smantellata a Roma un'associazione criminale - ritenuta dagli investigatori tra le più pericolose nella capitale- che importava dall'estero e distribuiva all'ingrosso a diverse piazze di spaccio ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti e a cui viene contestata l'aggravante del "metodo mafioso" tenuto conto del controllo del territorio esercitato sulle attività di spaccio, delle modalità violente nel recupero dei crediti di droga e della vicinanza dei vertici a importanti referenti del clan Senese. Le persone arrestate dai carabinieri del Comando provinciale di Roma in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura capitolina, nei confronti di 18 persone (16 in carcere e 2 agli arresti domiciliari)sono indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, spaccio di sostanze stupefacenti, porto e detenzione illegale di armi comuni da sparo, sequestro di persona a scopo di estorsione, riciclaggio, estorsione e tentato omicidio, alcuni dei quali aggravati dall'aver agito con modalità mafiose. Partita a maggio del 2025 l'indagine dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, coordinata dalla Dda, ha consentito di documentare un allarmante quadro generale in relazione alla permeabilità del sistema carcerario, con particolare riferimento alla casa circondariale di Roma Rebibbia. L'organizzazione è risultata in costante contatto con diverse figure di altissimo spessore criminale attualmente detenuti presso il carcere romano di Rebibbia. Inoltre, dalle attività di intercettazione è emersa la facilità del gruppo nel condizionare le assegnazioni dei detenuti nell'ambito del carcere romano e di commissionare spedizioni punitive dei detenuti con i quali insorgevano contrasti in ambito criminale. (ANSA).

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