Troppo rumore e gente per strada, condannato comune Palermo

Ente "non ha provveduto a contenere gli effetti nefasti di una movida incontrollata"

(ANSA) - PALERMO, 21 MAR - Il comune di Palermo citato in giudizio nel 2020 da quattro coproprietari di un edificio in via Cagliari condotto il locazione da una società per fare attività ricettiva extralberghiera è stato condannato a pagare 58.450 euro oltre a interessi legali e alle spese di lite per 8160 euro oltre Iva e cpa perchè non ha provveduto a contenere gli effetti nefasti di una movida incontrollata nella strada e nelle vie Cantavespri e Garibaldi e piazza Sant'Anna dovuta al proliferare di pub e locali. Effetti subiti dagli ospiti della struttura che si lamentavano per i rumori, la musica, e le urla dei partecipanti alle liti che avvenivano per strada. L'apertura di numerosi locali nella zona - lamentavano gli attori - "in assenza di appropriata regolamentazione e di serrati controlli, aveva generato un insostenibile inquinamento acustico, causato dalla diffusione di musica ad altissimo volume anche all'esterno dei locali e ben oltre gli orari consentiti, e dal vocio e dagli schiamazzi prodotti dall'elevato numero di frequentatori che sostavano in strada anche dopo la chiusura degli esercizi commerciali, fino alle prime ore del mattino; continue liti, fomentate anche dall'assunzione di bevande alcoliche, abbandono di rifiuti di ogni genere". Il degrado che si era creato nelle strade vicino all'attività extralberghiere - è scritto nella sentenza - ha causato enormi disagi alle attività e seri danni patrimoniali agli attori che avevano subito nel dicembre 2012 il recesso anticipato della società conduttrice che aveva stipulato un contratto di locazione ad uso alberghiero e attività recettiva per la durata di nove anni ( nel 2028 i proprietari dell'immobile avevano stipulato un contratto con un'altra società). Nessuna efficace misura era stata attuata dall'amministrazione comunale, preposta alla vigilanza in ordine al rispetto delle norme in materia di sicurezza e pubblico decoro. La giudice del tribunale civile Giovanna Nozzzetti nella sentenza scrive che "malgrado gli esposti, le segnalazioni, le denunce e gli interventi del Nopa della Polizia Municipale (per lo più non a seguito di controlli organizzati ma in risposta a singole segnalazioni) non risulta che l'amministrazione comunale si sia fatta davvero carico, in maniera seria e organica dell'esigenza di contemperare istanze tra loro confliggenti, assicurando in maniera equilibrata la tutela del diritto al riposo, alla vivibilità degli spazi urbani, al godimento della proprietà privata, all'esercizio dell'attività economica e allo svago serale e notturno, senza considerare la sicurezza e la tranquillità dei residenti recessive rispetto agli interessi degli esercenti e al divertimento degli avventori". (ANSA).

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