Manuel Bortuzzo, sedia a rotelle sfasciata dopo il volo: «Sono le mie gambe»

La carrozzina, trasportata in stiva e riconsegnata nell’area riservata ai bagagli speciali, sarebbe stata restituita con danni tali da impedirne l’utilizzo. Il nuotatore triestino di nascita e trevigiano di adozione si è sfogato sui social

Manuel Bortuzzo
Manuel Bortuzzo

«Sono le nostre gambe, la nostra libertà». Si sfoga così sui social Manuel Bortuzzo dopo la disavventura al termine del viaggio in Africa, tra Zanzibar e Tanzania. Il nuotatore triestino e trevigiano d'adozione, al rientro a Roma dopo un volo Ethiopian Airlines, ha ritrovato la propria sedia a rotelle danneggiata e, di fatto, inutilizzabile.

La carrozzina, trasportata in stiva e riconsegnata nell’area riservata ai bagagli speciali, sarebbe stata restituita con danni tali da impedirne l’utilizzo. Un serio impedimento per Bortuzzo, rimasto paralizzato dopo essere stato colpito nella sparatoria avvenuta nella notte tra il 2 e il 3 febbraio 2019 a Ostia.

«Una carrozzina per chi è obbligato a starci sopra è una cosa troppo importante e delicata e va trattata con rispetto e cura», ha scritto il nuotatore, sottolineando l'importanza di questo ausilio nella vita quotidiana. «Sono le nostre gambe, la nostra libertà. Non è accettabile che nel 2026 vengano trattate con tale superficialità. Fosse successo all’andata? Come facevo 8 giorni lì così? La carrozzina è inutilizzabile».

Nel suo messaggio Bortuzzo ha poi invitato a riflettere sulle conseguenze che un episodio del genere può avere per una persona che non dispone di alternative.

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