Il Cirque du Soleil torna al Silos di Trieste: un mese per lo spettacolo “Echo” nell’estate del 2027
La celebre compagnia canadese sarà in Porto Vecchio dal 25 giugno al 25 luglio 2027 dopo la prima europea a Milano: prevendita generale dal 28 settembre 2026

Il Futuro passa prima dall’Italia: Milano e Trieste ospiteranno il debutto europeo di Echo, il nuovissimo spettacolo del Cirque du Soleil, in arrivo la prossima estate.
Ancora una volta, quindi, il capoluogo giuliano accoglierà l’imponente produzione di questo colosso dello spettacolo che in città si fermerà dal 24 giugno al 25 luglio, grazie a una sinergia confermata tra Il Rossetti - Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, il Comune di Trieste e la Regione con Alveare Produzioni.
Lunedì mattina l’annuncio è arrivato con una conferenza stampa nel Palazzo della Regione, alla presenza del governatore Massimiliano Fedriga, del vicesindaco di Trieste, Serena Tonel e del presidente del Rossetti, Francesco Granbassi, a cui hanno partecipato online anche Gianmario Longoni di Alveare e il direttore artistico Fabrice Lemire.
Il viaggio fantastico di Future
Protagonista dello spettacolo è proprio Future, che invita il pubblico a intraprendere con lei un viaggio in un mondo fantastico in cui incontrare personaggi umani e del regno animale, capaci di unire le forze per ricostruire il pianeta e creare un mondo migliore.
Una storia di connessione, scoperta, cambiamento, fondata anche sulla giovinezza e sul legame tra umani e animali. Echo è anche un viaggio alla ricerca della versione migliore di sè. «Una metafora attraverso la quale guardarsi dentro e riscoprirsi, arrivando a capire chi siamo e a quel punto, forti della consapevolezza, affrontare il futuro», ha spiegato Lemire.

Lo spettacolo – che regalerà acrobazie, musica e l’esibizione dal vivo di sei cantanti e di artisti in arrivo da venti diversi paesi del mondo, (nel cast nessun italiano, al momento) –, ruota intorno a un enorme Cubo capace di trasformarsi continuamente accogliendo proiezioni e gesti acrobatici. Ben diverso dal monolite di 2001 Odissea nello spazio, il Cubo del Cirque è alto come un edificio di due piani e capace di ruotare su sé stesso muovendosi lungo il palcoscenico, per creare l’illusione ottica di fluttuare sospeso nell’aria, lasciando il pubblico a bocca aperta.
Il ritorno a Trieste
«La prima volta può essere un caso ma non la seconda». Lo hanno ribadito sia il vicesindaco Tonel che il governatore Fedriga: questo tipo di eventi non arrivano in modo fortuito in una città e il fatto che il debutto europeo avvenga solo in due realtà italiane, tra cui appunto Trieste, dimostra come la risposta offerta dal territorio nel 2025 sia stata forte.
«È un orgoglio essere sulla mappa di questi spettacoli», ha ribadito Tonel, aggiungendo che questa nuova esperienza, al momento messa in scena solo in Canada e negli Stati Uniti e in attesa di a spostarsi in Messico prima di approdare in Italia, sia «emozionante e piena di significati».
Il presidente Granbassi ha ribadito la ricaduta economica del Cirque che, con un titolo storico come Alegria, ha generato un indotto di 18 milioni di euro, con 72 mila presenze. Numeri che, tradotti in visibilità, generano un ritorno d’immagine importantissimo. «Sono stati gli stessi artisti, attraverso il racconto della città fatto sui loro social, a continuare la promozione del territorio, oltre a richiamare pubblico da tutto il mondo a vederli», ha ricordato Granbassi.
Longoni di Alveare ha aggiunto che per la prima volta una nuova produzione del Cirque approda in Europa debuttando appunto non da Londra, capitale dei grandi show, ma da Milano e Trieste: un esordio storico che non potrà che essere notato dagli oltre due miliardi di fan che la compagnia ha in tutto il mondo, seconda solo alla Disney.
Fedriga ha aggiunto che «pochi eventi di spettacolo hanno generato emozioni così forti e lasciato un segno tanto profondo: riportare il Grand Chapiteau davanti al Porto Vecchio (ben 200 persone con 90 mezzi saranno impegnati sull’allestimento che, a giudicare dai colori della grafica, sarà all’insegna del blu intenso, ndr), richiede uno sforzo importante sotto tutti i profili e un gioco di squadra, supportato con convinzione dalla Regione davvero impegnativo, che sono certo sarà ripagato».

Anche il vicepresidente Mario Anzil ha inviato un messaggio affermando che «la scelta di Trieste come una delle due sole tappe italiane di Echo nel 2027 è motivo di grande soddisfazione e dà seguito a un percorso nel quale abbiamo creduto fin dall’inizio».
Il vicesindaco Tonel ha inoltre aggiunto che «nel 2027 avremo la possibilità di consolidare i risultati raggiunti in termini di ospiti e indotto di un anno fa. Auspico che anche questo ritorno del Cirque du Soleil sia occasione per operazioni sinergiche e vincenti da salutare con orgoglio per il valore culturale, economico e sociale che creano per Trieste».
Granbassi ha poi ricordato che «se Alegría ci ha coinvolti ed entusiasmati, Echo ci lascerà letteralmente senza fiato, facendoci toccare con mano una dimensione di meraviglia ancora più imponente e contemporanea. A tutto questo si aggiunge anche un’eredità tangibile per la città: l’area riqualificata per ospitare nel 2025 il Grand Chapiteau è diventata di recente un parcheggio ormai indispensabile e al servizio della comunità. Un traguardo di questo livello è frutto della collaborazione sempre proficua e vincente con Alveare Produzioni e di una sinergia straordinaria, per la quale desidero ringraziare di cuore la Regione, PromoTurismo FVG, il Comune di Trieste, Coop Alleanza 3.0, RFI, la Fondazione CRTrieste e Confcommercio».
I biglietti
L’apertura delle vendite è fissata per il 28 settembre, ma dal 30 luglio i fan potranno registrarsi alla Waiting list per accedere in anteprima alla prevendita come gli abbonati del Rossetti.
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