Caso Resinovich, la pm chiede la testimonianza della cugina di Liliana in incidente probatorio
La testimonianza punta a raccogliere elementi sui rapporti tra Resinovich e il marito Sebastiano Visintin, tra la coppia e i familiari e gli amici e tra la donna e l’amico Claudio Sterpin

Il pubblico ministero Ilaria Iozzi ha chiesto al giudice per le indagini preliminari Flavia Mangiante di assumere in incidente probatorio la testimonianza di Silvia Radin, cugina di Liliana Resinovich.
Una richiesta che accoglie quella formulata dall’avvocato Antonio Cozza, legale della Radin, che in considerazione delle precarie condizioni di salute e dell’età anagrafica della sua assistita, lo scorso 23 settembre ha depositato appunto la richiesta di incidente probatorio.
Una testimonianza che punta a raccogliere elementi sui rapporti tra Resinovich e il marito Sebastiano Visintin, tra la coppia e i familiari e gli amici, tra la donna e l’amico del cuore Claudio Sterpin.
Gli avvocati Paolo e Alice Bevilacqua, che assistono Visintin, unico indagato per la morte della moglie, nelle deduzioni della difesa chiedono alla gip di disattendere la richiesta del pm, perché non è provata «la non ripetibilità» della testimonianza a dibattimento e, comunque, perché è «del tutto inconferente rispetto al tema odierno di indagine, sicuramente, per ciò che riguarda il fatto di omicidio ascritto».
I difensori di Visintin chiedono inoltre a Mangiante che «venga disposto un accertamento preliminare doveroso delle condizioni di salute psico/fisica attuale della Radin», con una «perizia volta a stabilire, anche retrodatandola, la capacità testimoniare della stessa».
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