Lunghe code in autostrada: scattano i rimborsi pedaggi
Da domani diritto al ristoro per ritardi da lavori o traffico. Allarme del Codacons: «Saliranno le tariffe»

Scatta domani il diritto al rimborso del pedaggio autostradale in caso di lunghe code, blocchi del traffico o ritardi causati dai cantieri. Una novità che punta a rafforzare la tutela degli utenti, ma che porta con sé anche un possibile effetto collaterale: l’aumento delle tariffe per compensare i costi sostenuti dai concessionari.
La misura nasce dalla delibera approvata nel 2025 dall’Autorità di regolazione dei trasporti e introduce per la prima volta in Italia un principio chiaro: il pedaggio deve essere proporzionato al servizio realmente ricevuto. In sostanza, se il viaggio viene fortemente rallentato da cantieri o traffico bloccato, l’automobilista potrà chiedere un ristoro economico.
Nella prima fase, però, il sistema funzionerà soltanto per i percorsi interamente gestiti dalla stessa concessionaria. I rimborsi legati a tratte che coinvolgono più gestori entreranno invece a regime soltanto dal primo dicembre 2026.
Le regole variano a seconda della lunghezza del tragitto. Per i percorsi inferiori ai 30 chilometri il rimborso potrà essere richiesto indipendentemente dal ritardo accumulato. Tra i 30 e i 50 chilometri scatterà invece solo se il ritardo supera i dieci minuti, mentre oltre i 50 chilometri serviranno almeno quindici minuti di ritardo dovuti a cantieri programmati.
Più articolato il sistema previsto in caso di blocco del traffico. Se lo stop supera i 60 minuti sarà possibile ottenere il rimborso del 50% del pedaggio; si salirà al 75% oltre le due ore e al 100% dopo tre ore di blocco. Restano però escluse diverse situazioni: non ci sarà diritto al ristoro in caso di cantieri emergenziali legati a incidenti, maltempo o operazioni di soccorso. Fuori dal meccanismo, almeno inizialmente, anche i cantieri mobili.
Per ottenere il rimborso non basterà aver subito il disagio: sarà necessario presentare una richiesta formale al concessionario, che dovrà mettere a disposizione un’apposita sezione online, numeri telefonici o punti di assistenza fisici. Entro venti giorni dalla domanda il gestore dovrà comunicare l’eventuale accoglimento o rigetto della richiesta.
Concessioni Autostradali Venete, ad esempio, da domani consentirà agli utenti di chiedere il rimborso per i viaggi effettuati lungo le tratte di propria competenza. In questa prima fase il sistema sarà limitato ai percorsi interamente interni alla rete Cav, come ad esempio Padova Est-Venezia Mestre oppure Preganziol-Spinea. Le richieste dovranno essere inoltrate attraverso il sito della società, allegando la documentazione che dimostri l’effettivo transito, dallo scontrino del pedaggio fino alla fattura del telepedaggio.
Cav sottolinea inoltre di avere già adottato misure per ridurre l’impatto dei lavori sulla viabilità, programmando i cantieri nelle ore notturne e coordinandosi con le concessionarie limitrofe per gestire eventuali emergenze o deviazioni di traffico. Il punto più controverso resta però quello economico. Il Codacons denuncia infatti il rischio che i rimborsi vengano di fatto pagati dagli stessi automobilisti attraverso futuri rincari tariffari.
La delibera dell’Art prevede infatti che, almeno in via transitoria e per le concessioni già esistenti, le società possano recuperare parte dei costi sostenuti per i ristori. Fino al 2027 il recupero potrà arrivare al 100% della spesa sostenuta per i rimborsi legati ai cantieri, quota che poi diminuirà progressivamente fino ad azzerarsi dal 2030.
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