Scontri a Torino, la visita di Meloni al poliziotto del Reparto Mobile di Padova preso a martellate: «È tentato omicidio»

L’agente Alessandro Calista è stato accerchiato e aggredito da un gruppo di antagonisti. È stato colpito con calci, pugni e un oggetto contundente, mentre è a terra e isolato, prima di essere soccorso dai colleghi. Arrestato uno degli aggressori

La visita di Meloni al poliziotto della Mobile di Padova in ospedale
La visita di Meloni al poliziotto della Mobile di Padova in ospedale

È stato arrestato uno dei presunti autori della violenta aggressione ad Alessandro Calista, 29 anni, originario di Pescara, agente di polizia in servizio nel reparto mobile di Padova, nel corso degli scontri di sabato a Torino. Si tratta di un 22enne proveniente dalla provincia di Grosseto. Nella serata di sabato, l’agente è stato circondato e brutalmente aggredito durante gli scontri avvenuti nei pressi del Campus universitario Einaudi, a Torino, nel corso di una manifestazione davanti all’Ateneo occupato.

In un video, ampiamente diffuso sui social, si vedono una decina di antagonisti accerchiare il poliziotto, colpirlo ripetutamente con calci e pugni e usare anche un oggetto contundente, che sembrerebbe un martello.  Finito a terra, l’operatore perde il casco e tenta di proteggersi il volto con le mani, prima di riuscire ad allontanarsi grazie all’intervento di alcuni colleghi.

Un momento dell'aggressione al poliziotto durante gli scontri a Torino
Un momento dell'aggressione al poliziotto durante gli scontri a Torino

Sull’episodio interviene con parole durissime la FSP Polizia di Stato di Padova. «Quanto accaduto a Torino rappresenta uno dei punti più bassi e più gravi mai toccati in materia di ordine pubblico», afferma Luca Capalbo, sottolineando come le immagini mostrino «un operatore rimasto isolato e aggredito mentre è già a terra, inerme e circondato».

Secondo la FSP, non si è trattato di tensioni improvvise né di eccessi legati al diritto di manifestare, ma di «violenza deliberata e organizzata contro un servitore dello Stato». Un’azione che viene definita senza mezzi termini «un vero e proprio linciaggio».

La visita di Meloni

Strette di mano e ringraziamenti dalla premier Giorgia Meloni ai due agenti feriti negli scontri di sabato a Torino e ricoverati all'ospedale Le Molinette. La presidente del Consiglio, che ha anche sentito al telefono il sindaco del capoluogo piemontese Stefano Lo Russo, si è recata in ospedale assieme al presidente della Regione Alberto Cirio. Come si vede nelle immagini diffuse da Palazzo Chigi, i due erano nella stessa stanza di ospedale, uno con il collare ortopedico, l'altro con un cerotto al braccio e i pantaloni della divisa macchiati di sangue. "Grazie, dagli italiani", ha detto loro Meloni.

Torino, Meloni in visita agli agenti feriti ieri negli scontri

«Sono molto organizzati», ha detto uno dei poliziotti, che con la premier ha parlato degli scontri con i manifestanti. A un agente che la ringraziava per la visita, Meloni ha risposto: «Stai scherzando? Che potevo mancare?». Poi, dopo essersi congedata dai due poliziotti con un "dai eh", la presidente del Consiglio si è soffermata per ringraziare anche i medici che li seguono, e uno di loro ha spiegato che gli agenti hanno "escoriazioni in diverse parti del corpo senza fratture, e resteranno in osservazione 24 ore per via del trauma cranico".

«Ora sarò chiara. Questi non sono manifestanti. Questi sono criminali organizzati. Quando si colpisce qualcuno a martellate, lo si fa sapendo che le conseguenze possono essere molto, molto gravi. Non è una protesta, non sono scontri. Si chiama tentato omicidio», ha scitto la premier sui social.

Le reazioni

A livello locale, la solidarietà bipartisan della politica. Il sindaco di Padova Sergio Giordani usa parole nette : «Una violenza barbara e inaccettabile, massima condanna e massima vicinanza alla polizia di Stato e all’agente ferito. Le proprie ragioni vanno difese e sostenute sempre nell’alveo democratico e pacifico". Alcuni esponenti di FdI - tra cui il coordinatore cittadino Gabriele Zanon, l'ex deputato Filippo Ascierto, il consigliere comunale Enrico Turrin - sono stati domenica mattina in via d'Acquapendente a esprimere solidarietà all'agente aggredito.

«Chi attacca le forze dell'ordine attacca lo Stato», tuona Ascierto, «quello dei centri sociali è un atto criminale, spero che paghino». Rincara la dose il decarliano Turrin, parlando di "vere e proprie squadracce para-terroristiche che trasformano ogni manifestazione in assalti alle forze dell'ordine e al patrimonio pubblico e privato". In particolare, dice, "il pestaggio subito dall'agente Alessandro Callista, pare a tutti gli effetti un deliberato tentativo di omicidio".

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