«Orgoglio di tutta la Nazione»: Meloni e Crosetto lodano i militari eroi che hanno salvato un uomo in mare a Trieste

I cadetti si sono lanciati in mare per salvare il 41enne finito in acqua con l’automobile: sui social il messaggio della Presidente del Consiglio

Il gruppo degli allievi dell'Accademia che si è lanciata in mare per salvare l'uomo
Il gruppo degli allievi dell'Accademia che si è lanciata in mare per salvare l'uomo

I messaggi di profonda gratitudine e ammirazione da parte della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro della Difesa Guido Crosetto aprono il racconto di una domenica che avrebbe potuto trasformarsi nell'ennesimo dramma della fragilità psichica, e che è diventata invece la cronaca di un salvataggio indimenticabile al Molo Audace di Trieste.

Auto precipita in mare dal Molo Audace: alcuni militari si tuffano in acqua e salvano il conducente
Il momento del salvataggio

«A Trieste, alcuni allievi dell’Accademia Militare di Modena sono intervenuti con coraggio e prontezza per salvare una persona finita in mare con la propria auto» ha scritto sui suoi canali social la premier Giorgia Meloni. «Hanno agito senza esitazione, mettendo al primo posto la vita di un altro. Un gesto che racconta al meglio il significato di servizio, responsabilità e senso del dovere. A questi giovani va il nostro ringraziamento e l’orgoglio di tutta la Nazione».

 

Parole a cui fanno eco quelle del ministro Guido Crosetto su X: «Un intervento tempestivo e decisivo che ha contribuito a salvare una vita e che rappresenta la più autentica espressione dei valori che l'Accademia Militare trasmette ai futuri Ufficiali dell'Esercito e dell'Arma dei Carabinieri: coraggio, senso del dovere, altruismo e spirito di servizio. Hanno agito d'istinto, mettendo la propria vita al servizio di un'altra persona. È questo il significato più autentico dell'essere militare: servire il Paese e proteggere la vita umana, sempre, anche quando non lo impone il dovere. Il loro coraggio rende orgogliosa tutta la Difesa. Grazie».

 

Auto precipita in mare davanti al Molo Audace: il momento del salvataggio

La dinamica: il tuffo in divisa prima dell'inabissamento

L'episodio si è consumato intorno a mezzogiorno e mezzo nel Bacino San Giusto, proprio di fronte a piazza Unità d'Italia. Il punto in cui l'auto – una Suzuki Ignis – è volata in acqua, un'area interamente pedonale dove è vietato il transito ai veicoli, ha subito escluso l'ipotesi di una manovra errata. Il conducente, un uomo di 41 anni in evidente stato confusionale e già seguito dai servizi sanitari, ha preso la rincorsa dirigendosi intenzionalmente verso il mare per compiere un gesto estremo.

Auto finisce in mare a Trieste: il recupero del mezzo dopo il salvataggio dell'autista

Proprio in quel momento fatidico, da una corriera parcheggiata in piazza Unità stava scendendo una comitiva di ufficiali e cadetti dell'Accademia Militare di Modena, a Trieste per una visita istituzionale. Accortisi immediatamente della vettura che galleggiava a circa sei o sette metri dalla sponda, i giovani militari si sono lanciati in acqua con le divise addosso. Con cinque o sei bracciate hanno raggiunto il mezzo che stava per inabissarsi.

Le operazioni all'interno dello specchio d'acqua sono state concitate: uno dei militari è rimasto ferito a una mano, tagliandosi nel colpire con un pugno il finestrino per infrangerlo e liberare il quarantunenne. Pochi secondi dopo l'estrazione dell'uomo, l'auto è colata a picco; una questione di attimi e il conducente sarebbe rimasto intrappolato sul fondo, annegando.

I soccorsi e il recupero del mezzo con i palloni subacquei

Una volta portato a riva, l'uomo è stato preso in carico dai sanitari del 118 e trasferito d'urgenza al Pronto soccorso dell'ospedale di Cattinara per i necessari accertamenti medici. Il militare ferito, pur avendo perso sangue a causa del taglio, non versa in gravi condizioni.

Sul posto, per coordinare l'emergenza e gestire le decine di turisti e curiosi accorsi sul molo, hanno operato i Carabinieri, la Guardia Costiera, la Polizia Locale e le guardie giurate di Sicuritalia. Il recupero della Suzuki Ignis, trascinata dalla corrente per una ventina di metri dal punto originario, ha richiesto l'intervento del nucleo soccorso subacqueo acquatico dei Vigili del Fuoco di Venezia, giunti in elicottero in supporto ai colleghi di Trieste. I sommozzatori hanno individuato il veicolo sul fondale, agganciandolo a speciali palloni di sollevamento per riportarlo in superficie, dove è stato infine issato sulla banchina tramite un'autogrù.

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