Cerimonia del 2 Giugno, il ministro Mazzi a Redipuglia: «La libertà richiede sacrificio, riscopriamo l'orgoglio italiano»

Solenni celebrazioni in tutta la regione per l'ottantesimo anniversario della scelta repubblicana: la mattina l’alzabandiera a Trieste e a Udine

Presente alle celebrazioni per la Festa della Repubblica il ministro Mazzi (Foto Tibaldi)
Presente alle celebrazioni per la Festa della Repubblica il ministro Mazzi (Foto Tibaldi)

Solenni celebrazioni in tutto il Friuli Venezia Giulia in occasione del 2 Giugno, una data che quest'anno assume un significato ancora più profondo ricorrendo l'80° anniversario della Repubblica italiana. Le cerimonie ufficiali si sono aperte questa mattina in piazza Unità d’Italia a Trieste con il tradizionale rito dell'Alzabandiera. L'evento, che proseguirà con ulteriori iniziative nel corso del pomeriggio, è stato voluto dalla Prefettura di Trieste in stretta sinergia con il Comune, il Comando Militare Esercito "Friuli Venezia Giulia" e il Conservatorio "Giuseppe Tartini".

Le celebrazioni in piazza Unità a Trieste per il 2 giugno (Foto Silvano)
Le celebrazioni in piazza Unità a Trieste per il 2 giugno (Foto Silvano)

Il ricordo al Sacrario militare: "Senza sacrificio non c'è libertà"

La cerimonia triestina si è svolta in contemporanea con le celebrazioni solenni al Sacrario militare di Redipuglia. Sul sacrario monumentale, dove riposano oltre 100mila caduti della prima Guerra mondiale, è intervenuto il ministro per il Turismo Gianmarco Mazzi.

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Nel definire Redipuglia un vero e proprio "luogo dell'anima", il ministro ha voluto lanciare un messaggio chiaro alle nuove generazioni: «Senza impegno, senza responsabilità, senza sacrificio non può esserci libertà. È fondamentale riscoprire l'orgoglio di essere italiani e qui oggi rinnoviamo un duplice e solenne impegno: onorare la nostra storia per insegnare a chi verrà dopo di noi che ciò che abbiamo oggi non ci è stato regalato o concesso, abbiamo combattuto per la nostra libertà».

Tra i momenti più toccanti della mattinata a Redipuglia c'è stato il saluto del ministro Mazzi alla Medaglia d’Oro al Valor Militare Paola Del Din, presente alla cerimonia, con la quale l'esponente del governo si è trattenuto a colloquio per alcuni istanti.

Il monito di Tatjana Rojc: "Difendere i valori guardando all'Europa"

Alla solenne cerimonia isontina ha preso parte anche la senatrice Tatjana Rojc, segretaria della commissione Politiche Ue del Senato. Nel suo intervento, Rojc ha ricordato come l'80 anni fa il voto popolare abbia cementato i valori di libertà, democrazia, coesione e rappresentanza.

La parlamentare ha poi rivolto lo sguardo allo scenario internazionale: «Guardando al futuro e alle sfide globali incombenti, è sempre più evidente come la tutela di questi valori passi dal rafforzamento del progetto europeo, messo in discussione da forze aggressive e disgregatrici. Nel nome della Repubblica prendiamo l'impegno di rafforzare l'Unione europea e costruire una vera difesa comune, imprescindibile per garantire una stabilità duratura».

In chiusura, la senatrice Rojc non ha risparmiato una nota polemica riguardo alla partecipazione istituzionale alla giornata: «C'è rammarico nel constatare che nella massima festa civile d'Italia al Sacrario siano più sottili le file delle presenze politico-amministrative».

L’assessore Riccardi a Udine

«Il Capo dello Stato per la Festa della Repubblica ha richiamato l'importanza di 'consolidare l'architettura della fiducia' tra istituzioni e cittadini. Nel solco di questo valore della nostra Costituzione oggi il prefetto di Udine ha indicato nella leale collaborazione tra gli enti territoriali un modello virtuoso di questo territorio, indicando nella Protezione civile un esempio di gestione condivisa, con un richiamo importante a quanto lo stesso Mattarella e la presidente del Consiglio ministri hanno affermato nel Consiglio regionale straordinario del 6 maggio scorso a Gemona in merito alla necessità di mettere in sicurezza il sistema del volontariato, giustamente evidenziato in questo ottantesimo della Repubblica che si inserisce nell'anno in cui il Friuli Venezia Giulia celebra il 50mo anniversario del terremoto».

Le cerimonie a Udine con Lione, De Toni e Riccardi
Le cerimonie a Udine con Lione, De Toni e Riccardi

Lo ha commentato l'assessore regionale alla Salute, con delega alla Protezione civile Riccardo Riccardi a margine della cerimonia in Piazza Libertà a Udine per la Festa della Repubblica a cui ha preso parte stamane. Nel suo discorso il prefetto di Udine Domenico Lione aveva evidenziato il valore della leale collaborazione tra le istituzioni come pilastro fondamentale della sicurezza e della prosperità nel territorio, mettendo in luce in particolare come sempre più spesso l'attività istituzionale dei Corpi dello Stato si coniughi con quella dei volontari della Protezione civile per operare in forma coordinata e come tale collaborazione di recente stia diventando sempre più concreta ad esempio nell'attività di ricerca delle persone scomparse.

Richiamando gli interventi di Mattarella e Meloni a Gemona, Lione ha auspicato l'intervento del Legislatore per integrare il quadro normativo con disposizioni che diano più sicurezza ai sindaci e ai coordinatori dei volontari. Le celebrazioni per l'80mo della Repubblica hanno preso il via con la tradizionale cerimonia dell'alzabandiera e con l'omaggio al gonfalone del Comune di Udine, decorato con la Medaglia d'oro al valor militare, alla presenza di autorità civili e militari, dell'arcivescovo di Udine mons. Riccardo Lamba e a componenti della Consulta provinciale dei ragazzi di Udine.

Dopo l'alzabandiera l'assessore Riccardi con il prefetto, il sindaco di Udine Alberto Felice De Toni e il Comandante della Brigata Alpina Julia Francesco Maiorello, hanno reso omaggio ai Caduti con la deposizione di una corona alla presenza di un picchetto d'onore interforze, a cui è seguita la lettura del messaggio del Presidente della Repubblica.

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