Caso di West Nile a Chions: è il primo in Friuli Venezia Giulia

Un uomo di 70 anni è ricoverato in prognosi riservata a San Vito. Gli esperti ribadiscono che non c’è alcun rischio di contagio diretto

Edoardo Anese

Nemmeno il tempo di archiviare l’allarme Hantavirus, che la sanità regionale si trova a fronteggiare un altro virus. A Chions, infatti, è stato diagnosticato il primo caso di West Nile in Friuli Venezia Giulia: un settantenne è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di San Vito al Tagliamento.

Anche in questo caso la diagnosi è avvenuta in tempi record, in meno di ventiquattr’ore, consentendo di attivare immediatamente tutte le misure previste dai protocollo sanitari.
Mentre il quadro clinico dell’uomo lascia spazio a un cauto ottimismo, scattano ora le operazioni di disinfestazione nell’area circostante l’abitazione dell’uomo.
Colpisce però un dato: il sistema regionale di monitoraggio delle zanzare, attivo dal oltre vent’anni, finora non ne aveva rilevate di positive al virus. Normalmente la presenza del virus viene individuata prima negli insetti e poi, eventualmente, nell’uomo. In questo caso, invece, il primo segnale è arrivato proprio dal paziente.

L’Azienda sanitaria ha confermato che si tratta del primo caso di infezione registrata quest’anno in regione. Determinante, come accaduto per l’infezione da Hantavirus, è stata la rapidità della macchina sanitaria: il sospetto diagnostico formulato dagli specialisti di malattie infettive, diretti dal dottor Sergio Venturini – in collaborazione con il pronto soccorso e la medicina dell’ospedale di San Vito, diretti rispettivamente dalla dottoressa Fabiana Nascimben e dal dottor Massimiliano Balbi – è stato confermate in meno di un giorno dal laboratorio di microbiologia guidato dal dottor Giancarlo Basaglia.
Il Dipartimento di prevenzione di Asfo, coordinato dalla dottoressa Barbara Pellizzari, ha già avviato gli approfondimento epidemiologici e disposto gli interventi previsti dal protocollo nazionale. Nelle prossime ore partiranno infatti le operazioni di disinfestazione nelle aree frequentate dal paziente e in prossimità della sua abitazione, con trattamenti mirati per ridurre la presenza delle zanzare.

Gli esperti ribadiscono che non esiste alcun rischio di contagio diretto.
Il West Nile, infatti, viene trasmesso esclusivamente dalla puntura delle zanzare, che si infettano pungendo uccelli selvatici, i principali serbatoi naturali del virus. L’uomo, pertanto, rappresenta un ospite occasionale e non trasmette l’infezione ad altre persone.

La direzione dell’Azienda sanitaria invita comunque la popolazione a mantenere alta l’attenzione adottando le principali misure di prevenzione: utilizzare repellenti cutanei, indossare abiti che coprano braccia e gambe nelle ore serali, installare zanzariere ed eliminare i ristagni di acqua dove gli insetti possono riprodursi. In piena estate, quando la circolazione del virus raggiunge il periodo di maggiore attività restano infatti queste le armi più efficaci per ridurre il rischio di infezioni.

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