Scontri al corteo pro Palestina a Udine, foglio di via annullato a due manifestanti

La motivazione del Tar del Fvg: non è stata provata nè la loro appartenenza ai gruppi protagonisti degli scontri con le forze dell'ordine, nè la loro pericolosità sociale

Alessandro Cesare
Un momento degli scontri al corteo Pro Palestina a Udine
Un momento degli scontri al corteo Pro Palestina a Udine

Non è stata provata né l’appartenenza delle due persone fermate ai gruppi protagonisti degli scontri con le forze dell’ordine al termine del corteo pro Palestina dello scorso 14 ottobre, né la loro pericolosità sociale. Per questo il Tribunale amministrativo regionale del Friuli Venezia Giulia ha annullato i fogli di via emessi dal questore di Udine nei confronti di due ragazzi fermati in via Carducci. Si tratta dei friulani Roberto Mezzaroma (di Campolongo Topogliano) e di Alessia Pagotto (originaria di Zoppola ma domiciliata a Cividale), entrambi assistiti dall’avvocato Paolo Viola.

I due facevano parte del gruppo di 13 persone bloccate in via Carducci qualche ora dopo gli scontri, portate in questura e rilasciate con il foglio di via in mano. Un provvedimento che gli vietava di fare ritorno in città per un periodo di un anno.

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Il corteo Pro Pal del 14 ottobre, a Udine, a destra Roberto Mezzaroma e Arianna Mattietti

Ha potuto tirare un sospiro di sollievo Mezzaroma: «Prendo atto con soddisfazione della decisione del Tar che ha annullato il foglio di via nei miei confronti, rilevando l’assenza di elementi concreti per giustificare un giudizio di pericolosità. Rimango fiducioso nelle istituzioni democratiche – ha concluso il 27enne – e nella necessità che ogni provvedimento sia fondato su fatti chiari e verificabili».

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Un manifestante immobilizzato dalla polizia durante gli scontri a Udine (foto Petrussi)

Proprio Mezzaroma, all’indomani del rilascio del foglio di via, si era lamentato per le modalità con cui era stata gestita la vicenda: «Nessuno ci ha chiesto come sono andate le cose quel giorno. Stavamo tornando alla nostra auto quando siamo stati fermati dalla polizia in via Carducci. Spalle al muro abbiamo subito alzato le mani al cielo restando immobili. Eppure ci hanno trattato come se stessimo facendo resistenza, schiacciandoci con gli scudi contro il muro, gettandoci a terra e strattonandoci. C’è stato un comportamento sproporzionato». Queste le sue parole pochi giorni dopo il fermo.

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Un manifestante fermato dalla polizia

Sono in attesa del pronunciamento dei giudici del Tar anche altri ragazzi intercettati dalla polizia in via Carducci, sempre rispetto alla validità del foglio di via. Soddisfatto per l’esito del ricorso l’avvocato Viola: «I giudici hanno accolto entrambi i nostri profili di doglianza – ha spiegato –. Innanzitutto il fatto che la questura ha omesso di dare la preventiva comunicazione dell’avvio del procedimento volto all’applicazione della misura preventiva indicata, poi la mancata dimostrazione della pericolosità sociale dei miei assistiti».

I due, infatti, hanno dichiarato di aver partecipato alla manifestazione senza alcun intento violento, anzi, animati da sentimenti di pace e di solidarietà, di essere stati trascinati contro la loro volontà dalla folla fino al luogo degli scontri, e di aver subito un attacco da parte delle forze dell’ordine. Parole ritenute attendibili dai giudici.

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