Innovazione, flessibilità e più cura del servizio: la strategia per crescere delle imprese isontine

Al Convention Center UniTs a Gorizia la prima tappa dell’evento Distretti del Gruppo Nem. Ricerca del personale, gestione della crescita e dell’incertezza le maggiori sfide per le aziende

Marco Bisiach
Un momento dell’evento Distretti sulle migliori imprese dell'Isontino (Tibaldi)
Un momento dell’evento Distretti sulle migliori imprese dell'Isontino (Tibaldi)

L’innovazione da inseguire per costruire il futuro, i terremoti della geopolitica internazionale con cui convivere, la complessa ricerca del personale. Alcune delle sfide che le imprese sono chiamate ad affrontare continuamente, e che hanno dimostrato di saper vincere le 100 migliori imprese dell’Isontino, celebrate dall’evento “Distretti” organizzato dal Piccolo e dai quotidiani del Gruppo Nem al Conference center dell’Università di Trieste a Gorizia.

Una serata che ha acceso i riflettori sulle aziende che creano valore per il territorio. Per farlo Italy Post ha analizzato i risultati delle 1.396 imprese che operano nell’Isontino, generando un fatturato complessivo di 3,7 miliardi di euro, selezionando poi quelle con le performance più brillanti. Realtà ben conosciute dalla Banca Cassa Rurale Fvg, sponsor dell’evento, definito dal presidente Tiziano Portelli «il più importante in questo territorio, perché dà la possibilità di confrontarci con il mondo dell’impresa, al quale vogliamo essere vicini».

Le 100 migliori imprese dell'Isontino, la video pillola dell'evento di Gorizia

Tre i panel che hanno permesso di conoscere più da vicino alcune delle eccellenze isontine. Come la G.S.A. General Ship Arrangement di Monfalcone, la Sultan Società Benefit di Mariano del Friuli, la Scs Group di Ronchi dei Legionari. O come la Eltec Lift, anch’essa di Ronchi, che produce ascensori per i mercati di tutto il mondo, e che in particolare con un innovativo brevetto a bassissimo consumo sta crescendo in Australia. «Siamo nati come una piccola realtà artigiana, ma diventati grandi grazie alla voglia di dimostrare ai nostri competitor di essere un passo avanti», ha raccontato l’amministratore unico Gianluca Polensig. «Per noi la crescita passa dalla semplificazione dei processi, ma anche e soprattutto dall’innovazione: il 30% del nostro personale è impegnato essenzialmente nella ricerca e nello sviluppo».

Ecco, la crescita. Un tema cruciale, perché un’azienda che non cresce non ha un domani. Se ne è parlato nel secondo panel al quale hanno preso parte il presidente di Adria Ship Gennaro Coretti e l’amministratore delegato di Iskralegno Enrico Florian, assieme al professor Guido Bortoluzzi, prorettore dell’Università di Trieste per i rapporti con le imprese e il territorio. Adria Ship è nata trent’anni fa quando Coretti ha deciso di lasciare il posto in banca per creare un’attività da lasciare ai figli. Così è iniziata l’avventura da mediatori marittimi a Grado che non ha mai smesso di cambiare pelle.

«Nel nostro settore abbiamo il dovere di modificarci continuamente seguendo le tendenze», ha spiegato il presidente. «Parliamo di un ambito volatile, influenzato dalle mode e dai momenti storici. Che noi dobbiamo saper anticipare e interpretare». Oggi Adria Ship offre anche servizi di gestione e charter. «Quando abbiamo iniziato a occuparci di catamarani, abbiamo incrociato il mercato del lusso e i clienti hanno iniziato a chiederci di gestire le loro barche. Se non ci fossimo organizzati per accogliere questa esigenza, non avremmo più venduto».

Sono anche e soprattutto i repentini cambi dei venti internazionali a condizionare scelte, strategie e lavoro di una grande azienda come Iskralegno, parte del Gruppo Florian che conta 19 aziende in tutta Europa. «Siamo i primi nel continente per il settore legno – ha detto Enrico Florian, ad di Iskralegno – e lavoriamo soprattutto con l’esportazione. La nostra crescita non può passare più di tanto dall’ottimizzazione della produzione e allora si deve aumentare la commercializzazione, diversificando la clientela: in tal senso la recente acquisizione di un’azienda in Bosnia ci permetterà di superare i 30 milioni di euro di fatturato (il dato 2024 si attestava a 24 ndr)».

Ma se questa è l’era dell’incertezza, per la rapidità con cui il mondo affronta i cambiamenti, come si fa a restare competitivi? «Dando di più rispetto al solo prodotto, offrendo anche un servizio, perché accompagnare nel suo percorso chi acquista aumenta la resa», assicura David Cernic, responsabile della comunicazione e delle relazioni esterne di Nord Composites Italia, l’unica realtà del territorio che produce resine e vernici per gli utilizzi più diversi, vendendo in tutto il mondo. Dal 2013 al 2025 l’azienda è passata da 29 a 65 dipendenti e da 12 mila a 23 mila tonnellate di prodotto annuale. «Il tutto investendo sul personale, che fa la differenza», ha detto Cernic. Come può testimoniare anche Matteo Gianesini, amministratore delegato della Gianesini Erminio di Gorizia, che con un fatturato di 46 milioni all’anno (nel 2024, con l’obiettivo di superare presto i 50) si occupa di trasporti internazionali di merci di ogni tipo. Parola chiave: flessibilità. «Siamo molto flessibili e, occupandoci di logistica, non potremmo non esserlo», ha detto Gianesini. «E anche creativi, tanto che proponiamo ai clienti persino il trasporto su camion fino in Cina, che potrebbe essere un controsenso e invece spesso permette di essere più rapidi rispetto alla nave, quando ci si trova di fronte a blocchi che richiedono attese di settimane».

Tra i tanti temi toccati la difficoltà di trovare personale adeguato tra i giovani. E in questo contesto diventa fondamentale il ruolo della scuola e dell’università. «Quello con le imprese è un dialogo che nei prossimi anni intendiamo potenziare e sviluppare ulteriormente – ha assicurato il professor Bortoluzzi – anche se i rapporti con il territorio per noi sono già strategici: abbiamo eventi dedicati alle aziende, la presenza di imprese nei singoli corsi, e accordi di ricerca su tematiche di interesse per le realtà produttive».

Quello che colpisce delle storie di successo delle migliori 100 aziende dell’Isontino è il coraggio, la forza di non smettere di sognare in grande. «Le nostre aziende? Non hanno mai paura, hanno una voglia matta di farcela comunque, nonostante tutto», ha detto il direttore generale di Cassa Rurale Fvg Andrea Musig. «E questo è un insegnamento straordinario per tutti noi». —

 

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