Serracchiani denuncia un video-falso creato con l'IA: «Mi ritrae a favore del Sì, è un attacco alla realtà»
La responsabile Giustizia del PD porta in Procura un "reel" manipolato. «Grave episodio di disinformazione che danneggia la mia immagine e il confronto democratico»

Un video, fabbricato con l’intelligenza artificiale e diffuso via social, mostra la deputata Debora Serracchiani dare indicazioni di voto confusionarie per il prossimo referendum sulla giustizia. La clip è accompagnata dall’epiteto “voltagabbana” per il passato favore dell’esponente Pd alla separazione delle carriere dei giudici. E Serracchiani, impegnata oggi nella campagna per il No, prepara la denuncia contro l’associazione triestina di estrema destra Son Giusto.
«Care compagne e cari compagne – dice una Serracchiani identica all’originale ma con un timbro di voce diverso dall’originale – vi ricordo che per votare Sì al referendum bisogna fare una X sul Sì. Mentre per votare No, come indicato dal partito, bisogna cancellare il Sì con una croce». Poi l’immagine si ferma e parte l’inno sovietico. Il video è accompagnato da un breve post: «Come voterà la voltagabbana del Pd? Tipico esponente di una Sinistra radical chic che per la poltrona è disposta a tutto». Riferimento al favore che nel 2019 Serracchiani aveva espresso sulla separazione delle carriere.
La deputata annuncia querela. «Porterò all’attenzione della Procura – scrive Serracchiani in una nota – un video falso che mi ritrae mentre invito a votare Sì: il contrario della posizione che sto sostenendo da mesi. Questo deliberato stravolgimento della realtà rappresenta un grave episodio di disinformazione nel pieno della campagna elettorale che danneggia gravemente la mia immagine. Un’ulteriore dimostrazione dell’imbarbarimento del clima e dei toni che stanno conducendo i sostenitori del Sì. La Costituzione ci protegge da questa violenza e per questo occorre difenderla dagli attacchi di chi vuole superarla per seguire il modello di Trump».
Il caso potrebbe fare giurisprudenza, perché in ballo verrà chiamato il nuovo articolo 612 quater del Codice penale (introdotto l’anno scorso), sull’illecita diffusione di contenuti generati o alterati con sistemi di intelligenza artificiale. Che in caso di diffusione senza consenso di video e voci modificati a scopi ingannevoli, prevede la reclusione da uno a cinque anni.
In ballo ci sono anche le dinamiche parlamentari. La mossa di Serracchiani avviene nella giornata in cui il centrodestra boccia la proposta di legge del Pd per prevenire la manipolazione delle campagne elettorali attraverso la diffusione di materiali e fake news prodotti con l’intelligenza artificiale. Negli ambienti del centrosinistra è radicata la convinzione che la campagna referendaria rappresenti una prova generale di quanto si vedrà fra un anno alle prossime elezioni politiche, con un uso massificato di contenuti Ia tesi alla polarizzazione e alla disinformazione.
Da tempo la tendenza serpeggia sulle pagine social dei gruppi di estrema destra e Son Giusto non fa eccezione. Con i suoi 120 mila follower su Facebook, l’associazione guarda con simpatia al generale Vannacci e ha organizzato manifestazioni contro l’immigrazione con i neonazisti del Veneto Front Skinheads e movimenti neofascisti come Casapound e Forza Nuova. La pagina crea a tamburo battente post e meme radicali a sostegno del Sì al referendum, contro la segretaria del Pd Elly Schlein, il Movimento 5 stelle e gli immigrati.
Gli animatori della pagina replicano alla minacciata denuncia: «Non dormiremo di notte». Poi la spiegazione dell’intento: «Serracchiani, nel 2019, sosteneva la necessità della separazione delle carriere tra giudici e pm, definendola “ineludibile per garantire un giudice terzo e imparziale”. In quel periodo, era responsabile Giustizia del Pd e aveva firmato la mozione congressuale di Maurizio Martina, che prevedeva questa riforma. Tuttavia, nel 2026, si è contrapposta alla riforma proposta dal governo Meloni, definendola un “pericolo per la democrazia” e un attacco all’autonomia della magistratura». —
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