Vino, scontro sulle nuove misure europee contro il cancro: «Giù le mani dalle eccellenze italiane»
L'europarlamentare Cisint promette "barricate" in aula contro le possibili strette nell'etichettatura. Ma sul caso interviene anche il sindaco di Gorizia: «È storia e cultura, no a criminalizzazioni ideologiche»

«Giù le mani dalle eccellenze italiane». Mentre a Bruxelles si torna a discutere delle possibili misure da adottare nella gestione e comunicazione di cibi e bevande, al fine di contrastare il cancro, l’europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint tiene alte le difese sul mondo del vino, che rappresenta una delle grandi eccellenze del made in Italy e del Friuli Venezia Giulia, e mette in guardia dalle possibili conseguenze di azioni troppo restrittive per l’intero settore.
Lunedì la Commissione Salute pubblica del Parlamento europeo ha approvato la bozza di relazione sull’attuazione del piano europeo per sconfiggere il cancro, e sebbene il testo finale distingua in modo piuttosto netto tra il consumo di alcol in quanto tale e il consumo effettivamente pericoloso per la salute, Cisint e la Lega temono che il successivo passaggio alla Commissione europea possa portare nuove misure proibizionistiche.
La Commissione Salute pubblica del Parlamento europeo ora dovrà approvare la bozza che rappresenta una sorta di “raccomandazione” da affidare alla Commissione europea. E se alcuni dei suoi contenuti sono stati accolti positivamente dal settore vitivinicolo e dalle associazioni di categoria (ad esempio viene salvaguardato il consumo moderato di alcol, ed è stata ancora bocciata l’ipotesi di inserire avvisi shock sulle etichette, come per le sigarette), Cisint teme che gli stessi messaggi penalizzanti per la viticoltura possano essere riportati nelle informazioni trasparenti e nei Qr code o etichette digitali che accompagneranno le bottiglie.
E, ancora, troppo generiche vengono considerate le limitazioni a sponsorizzazioni e pubblicità. «Contrastare l’abuso di alcol e superalcolici e tutelare i minori è sacrosanto, ma non può diventare l’ennesimo pretesto ideologico per colpire un intero settore, guarda caso uno dei simboli e delle eccellenze del nostro Made in Italy», dice Cisint in una nota. «Da questa Europa arriva ormai un attacco dopo l’altro contro chi produce. Misure ideologiche e suicide che, pezzo dopo pezzo, stanno schiacciando interi settori della nostra economia: prima con la scusa dell’ambiente, ora anche con quella della salute». Cisint annuncia «barricate in aula» per evitare che indicazioni così generiche portino poi a derive eccessivamente restrittive da parte della Commissione.
Intanto il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna plaude alla linea emersa a Bruxelles «a sostegno della valorizzazione della nostra straordinaria tradizione vitivinicola». «Il vino, per la nostra comunità e per tutto il Goriziano, non è un semplice prodotto, ma storia, identità e cultura. Sostenere questo settore significa difendere un patrimonio economico, agricolo e turistico inestimabile. È fondamentale tracciare una linea di demarcazione netta tra la promozione di una cultura del bere consapevole e la condanna ferma di ogni forma di eccesso e abuso. L’approccio vincente - osserva ancora il sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna risiede nell’educazione, nella responsabilità e nella conoscenza dei prodotti e delle tipicità regionali, e non nei divieti indiscriminati o nella criminalizzazione di un prodotto della terra che per noi è un’eccellenza».
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