Referendum, l’esultanza del centrosinistra in Fvg: «Governo delegittimato»

Il governatore Fedriga: «La vittoria del Sì in Fvg? Gli amministratori del territorio hanno spiegato in modo oggettivo le motivazioni»

Il governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga
Il governatore del Fvg, Massimiliano Fedriga

«Bisogna avere rispetto per il voto degli elettori, mi auguro adesso che si torni a un clima che non sia una rissa continua, come abbiamo visto in questa campagna. La vittoria del Sì in Fvg, Veneto e Lombardia? Gli amministratori del territorio hanno spiegato in modo oggettivo le motivazioni della riforma e i cittadini lo hanno capito». Così il governatore Massimiliano Fedriga commenta i risultati del referendum sulla giustizia.

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«Il referendum ha parlato chiaro. E ha parlato forte. Ha vinto il No. E non di poco. Una vittoria netta, che non lascia spazio a interpretazioni o letture di comodo». Così sui social il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli, uno dei primi a parlare dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia. «È una bocciatura politica piena – prosegue Patuanelli –. Non solo di una riforma della giustizia oggettivamente sbagliata, ma di mesi di propaganda martellante, semplificazioni, slogan e forzature. Il Governo aveva trasformato questo referendum in un test su sé stesso e gli italiani hanno risposto. Hanno risposto dicendo che quella riforma è sbagliata. Hanno risposto dicendo che le priorità del Paese sono altre».

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Dal centrodestra  arriva la voce del consigliere Walter Rizzetto, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia in Fvg: «Prendiamo atto dell’esito del referendum e rispettiamo pienamente la scelta espressa dalla maggioranza dei cittadini, che si è pronunciata contraria alla riforma. Resta tuttavia ferma la convinzione che si trattasse di un intervento necessario per garantire una giustizia più equa, indipendente e realmente imparziale. Come abbiamo sempre dichiarato in questi mesi con chiarezza, il risultato non incide in alcun modo sul mandato del Governo».

«Un messaggio forte e inequivocabile. I cittadini hanno risposto nel merito e hanno detto No a una riforma sbagliata, inutile e dannosa per il suo impianto ideologico. Un paese che si mobilita e vuole contare con il voto è il segno che siamo una democrazia dalle radici profonde. Siamo orgogliosi di aver contribuito a questa mobilitazione assieme a larghi strati di società civile, con cui dobbiamo mantenere aperto il dialogo», l’esultanza della segretaria regionale del Pd Fvg Caterina Conti.

Dal centrodestra si è espressa anche Sandra Savino (Forza Italia): «Il risultato del voto referendario merita rispetto pieno: i cittadini si sono espressi con partecipazione, confermando la solidità delle istituzioni democratiche. Allo stesso tempo, il risultato del Friuli Venezia Giulia rappresenta un segnale chiaro e significativo. Nella nostra regione il Sì ha prevalso con oltre il 54%, dimostrando una sensibilità diffusa verso l’esigenza di riforme che rendano la giustizia più equa, più efficiente e più vicina ai cittadini».

«La straordinaria vittoria del No al referendum, nonostante l'asfissiante presenza mediatica di Meloni, è una vittoria dei cittadini che hanno difeso la Costituzione dall'assalto della Destra al governo. I cittadini hanno voluto dare un segnale chiaro: non si scappa dai guai giudiziari imbavagliando la magistratura», così in una nota Sebastiano Badin, segretario regionale di Sinistra Italiana.

Infine, così si è espresso Ettore Rosato, vicesegretario di Azione: «L’Italia è un Paese in cui le riforme sono sempre molto complicate e quelle costituzionali lo sono ancora di più. Dopodiché, la maggioranza ha fatto quello che poteva per rendere ancora più complesso il percorso della riforma: dal non aprire un dibattito parlamentare ad altri elementi di forzatura nella comunicazione, magari involontari, ma di cui il fronte del No ha approfittato in maniera intelligente. E sicuramente è diventata anche una battaglia contro Meloni».

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