Articoli sul concerto di Bocelli e sul terremoto: l'assessore Riccardi porta in tribunale Belpietro e Giordano

L'assessore regionale della Fvg contesta due articoli legati all'organizzazione del concerto di Gemona e alla creazione di un sito web. Saltata la conciliazione, la vicenda passa alle aule del Tribunale di Milano

L'assessore regionale alla salute della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, ha avviato tramite il suo legali una procedura di mediazione davanti all'Organismo di Conciliazione dell'Ordine degli Avvocati di Milano. La richiesta di risarcimento danni per diffamazione riguarda il quotidiano La Verità, il direttore responsabile Maurizio Belpietro e il giornalista Mario Giordano.

Le accuse contenute negli articoli

Al centro della vicenda legale ci sono due articoli pubblicati il 31 agosto 2026 e il 9 settembre 2026. Secondo quanto contestato dall'esponente della giunta regionale, nei testi si affermava svariate ricostruzioni non corrispondenti al vero.

Tra queste, l'istituzione personale del Comitato per il cinquantennale del terremoto in Friuli e l'affidamento dell'incarico per l'organizzazione del concerto di Andrea Bocelli, tenutosi a Gemona del Friuli il 7 maggio 2026, a una società di cui il figlio dell'assessore sarebbe stato socio. Inoltre, gli articoli contestavano la gestione diretta di una procedura per la creazione di un sito internet a costi ritenuti fuori mercato.

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La replica sui fatti e il rifiuto della mediazione

Dalla difesa di Riccardo Riccardi emerge invece una ricostruzione opposta. Il Comitato è stato infatti istituito con legge regionale e l'incarico per l'evento musicale è stato conferito da un assessorato diverso da quello guidato da Riccardi. Il figlio dell'assessore non risulta socio della società aggiudicataria né ha tratto alcuna utilità dall'evento, mentre la realizzazione del portale web è stata curata dall'Ufficio Stampa e comunicazione della presidenza della Regione.

A fronte di un danno di immagine e reputazionale quantificato in 300.000 euro, le controparti hanno già fatto sapere che non aderiranno alla procedura di conciliazione prevista per il 19 novembre 2026. Prendendo atto della mancata adesione, l'assessore adirà ufficialmente il Tribunale di Milano per tutelare i propri diritti in sede giudiziaria.

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