La fiamma di Fauner, il tricolore di Vittozzi: orgoglio Fvg alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi

I volti dell’eccellenza dello sport regionale alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Milano Cortina

Cristian Rigo

Prima la fiamma, stretta tra le mani di Silvio Fauner, che esattamente 32 anni anni dopo l’impresa di Lillehammer ha vissuto un’altra emozione olimpica insieme ai suoi compagni d’oro Maurilio De Zolt, Marco Albarello e Giorgio Vanzetta, e poi il sorriso di Lisa Vittozzi: sono stati loro i volti dell’eccellenza dello sport friulano alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Milano Cortina. Due immagini simbolo dell’orgoglio di Sappada e del Friuli Venezia Giulia.

Ma se nel caso di Vittozzi la passerella era stata annunciata da giorni con l’ufficialità della decisione di affidare alla biatleta il ruolo di portabandiera, insieme a Davide Ghiotto, quella di Fauner è stata una sorpresa che ha messo fine nel modo migliore alla polemica scoppiata dopo l’esclusione del fondista dall’elenco dei tedofori.

Un tributo carico di memoria, riconoscenza e identità che ha omaggiato i protagonisti di una delle imprese più belle dello sport azzurro e, contemporaneamente, reso ancora più speciale un’Olimpiade che resterà nella storia non soltanto per il numero di medaglie portate a casa dalla spedizione azzurra.

Perché 32 anni dopo Lillehammer, il piccolo comune di Sappada è ancora sul gradino più alto del podio di un’Olimpiade e adesso, grazie anche allo splendido bronzo di Davide Graz nella staffetta maschile di fondo, il conto complessivo delle medaglie è arrivato a 13, una ogni 100 residenti. E non è un caso se, tra i motivi di questo incredibile risultato, lo stesso Fauner ha ricordato scherzando prima l’acqua del Piave che nasce lì e poi, seriamente, «la cultura sportiva che viene trasmessa da generazione in generazione».

E allora eccoli il 57enne Silvio Fauner e la 31enne Lisa Vittozzi con la fiamma e la bandiera in una sorta di passaggio di consegne che non pare avere alcuna intenzione di interrompersi, tanto che lo sguardo di Fauner si spinge già in avanti.

«Essere all’Arena di Verona – ha raccontato Fauner – nella cerimonia di chiusura di un’Olimpiade che ha lasciato il segno, sia per l’eccellente organizzazione sia per i risultati degli italiani, è stata un’emozione indescrivibile. È un’edizione storica, un’Olimpiade in cui l’Italia non aveva mai vinto così tante medaglie. Esserci è stata una grande soddisfazione personale, ma soprattutto un tributo allo sci nordico. Però - ha aggiunto - anche a Lillehammer si diceva che sarebbe stato impossibile ripetere un simile risultato e poi è arrivata la vittoria alla staffetta a Torino che a sua volta come numero di medaglie complessive pareva insuperabile e invece oggi siamo qui. Vuol dire che quando si lavora bene si può sempre ambire a risultati eccezionali anche quando sembrano impossibili».

E Vittozzi ne è un chiaro esempio: il primo oro olimpico dell’Italia nel biathlon porta i colori di Sappada e del Friuli Venezia Giulia. «Quando ho visto Lisa entrare con il tricolore - ha detto Fauner - tutto si è amplificato». Due generazioni, due discipline unite dallo stesso paese con la stessa montagna alle spalle e anche dalla stessa medaglia, d’oro.

All’elenco dei ricordi De Zolt, Albarello, Vanzetta e Fauner hanno aggiunto  anche il passaggio della fiaccola all’interno dell’arena di Verona. «È stato bellissimo». Una gioia condivisa che ha chiuso definitivamente le polemiche dopo l’esclusione dall’elenco dei tedofori. «Lo avevamo già fatto a Torino quindi la polemica, chiamiamola così, non era legata alla mia esclusione, ma al mancato coinvolgimento di molti atleti che mi hanno chiesto di fare da portavoce di un malcontento diffuso».

Nel caso specifico di Fauner poi le motivazioni date dalla Fondazione Milano Cortina per l’esclusione non avevano per nulla convinto: nel rispetto della sua storia sportiva, il fatto che ricopra un ruolo politico (è assessore del turismo e dello sport di Sappada) lo aveva, secondo gli organizzatori, reso incompatibile con la staffetta. Per Fauner invece la sua carica amministrativa non avrebbe dovuto precludergli la partecipazione.

E, dopo lo scontro, sono arrivati i chiarimenti. «Ci siamo spiegati, prima ho avuto modo di parlare con il ministro Andrea Abodi a Udine e poi in val di Fiemme ho incontrato il presidente della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò». Una stretta di mano cui è seguita la partecipazione all’evento di chiusura.

E non è ancora finita perché lunedì, a partire dalle 16, a Sappada, è in programma una festa per accogliere Lisa Vittozzi e Davide Graz. A organizzarla, con la regia dell’assessore Silvio Fauner, il comune di Sappada, l’associazione Camosci e il fans club di Lisa.

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