Navi e coste più sicure grazie ai modelli dell’AI: il futuro al Barcolana Sea Summit
All’evento al Mib di Trieste le esperienze di Fincantieri e Regione

La nave del futuro comincia a vivere molto prima di toccare il mare. Nasce nei dati, cresce nei modelli digitali, viene monitorata attraverso sensori e sistemi intelligenti e, una volta in navigazione, continua a produrre informazioni utili per anticipare guasti, migliorare le prestazioni e prendere decisioni. Di questo, e di molto altro, si è parlato al Mib di Trieste durante il Barcolana AI Sea Summit, appuntamento dedicato al rapporto tra intelligenza artificiale, mare e innovazione.
Dal mare, e in particolare dalla nave, è partito Paolo Della Schiava di Fincantieri, con una domanda destinata a diventare sempre più concreta: come cambia una nave nell’era dell’intelligenza artificiale? La risposta passa innanzitutto dalla capacità di mettere in relazione l’enorme quantità di dati prodotti durante le diverse fasi della sua vita, dalla progettazione alla costruzione fino alla navigazione.
L’AI può aiutare a pianificare meglio il lavoro, verificare la disponibilità dei materiali, controllare l’avanzamento delle sezioni e dei blocchi e, in cantiere, monitorare anche le saldature. Ma il salto più significativo arriva quando la nave entra in servizio. I dati raccolti possono alimentare sistemi di manutenzione predittiva, consentendo di anticipare problemi e intervenire prima che si trasformino in guasti. La nave, insomma, può continuare a evolvere anche dopo essere stata costruita. Una piattaforma digitale consente di raccogliere i dati prodotti durante l’esercizio e di mettere in comunicazione diversi soggetti, dalle aziende partner agli sviluppatori, che possono realizzare applicazioni e servizi. «L’obiettivo è togliere le attività a più basso valore aggiunto e lavorare assieme», ha aggiunto Della Schiava, con la tecnologia chiamata a supportare il lavoro umano.
Dalla nave al territorio il passaggio è stato affidato a Massimo Canali, direttore centrale Difesa dell’ambiente, energia e sviluppo della Regione Fvg, che ha presentato i principi del Manifesto dell’AI per il mare. Un documento aperto a future adesioni e costruito attorno alla necessità di conciliare innovazione e tutela di ambiente, salute e paesaggio. Qui l’intelligenza artificiale può diventare uno strumento per costruire modelli digitali di impianti e infrastrutture, come quelli dell’area di Monfalcone, così da migliorarne la gestione e accompagnare il progresso verso una maggiore sostenibilità.
Un approccio rilanciato dall’assessore regionale all’Ambiente Fabio Scoccimarro, che ha sottolineato il valore dell’incontro tra ricerca scientifica e intelligenza artificiale. «Se utilizzata in maniera corretta – ha detto – può rappresentare un valore aggiunto anche nell’ambito della tutela dell’ambiente». Scoccimarro ha citato il lavoro dell’idrologo Andrea Rinaldo, consulente scientifico indipendente della Regione per il rischio idraulico e la gestione delle piene del Tagliamento. Attraverso l’AI, ha spiegato, sono stati sviluppati nuovi modelli sull’impatto dei cambiamenti climatici e sugli interventi necessari sul fiume e sugli altri corsi d’acqua regionali. La stessa impostazione riguarderà le coste, dove sono previsti interventi di tutela con il contributo di scienziati ed esperti. «Novità che nel prossimo futuro riguarderanno anche Trieste», ha annunciato l’assessore.
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