Basket, Iannuzzi lascia l’Italia e sceglie l’Ncaa americana

Il giocatore della Pallacanestro Trieste si sposta alla Cal State Bakersfield. Taccetti: «Esperienza che porterà Pietro fuori dalla propria comfort zone. In biancorosso è migliorato molto facendo parte di un grande gruppo»

Lorenzo Gatto
Pietro Iannuzzi in azione con la Pallacanestro Trieste Foto Francesco Bruni
Pietro Iannuzzi in azione con la Pallacanestro Trieste Foto Francesco Bruni

Il richiamo del college basketball americano continua a esercitare fascino sui talenti del nostro basket.

L’ultimo in ordine di tempo a scegliere la via degli Stati Uniti è Pietro Iannuzzi, che ha deciso di salutare la Serie A per andare a misurarsi con l’intensità, la fisicità e la competitività della Ncaa. Un salto generazionale e culturale importante per la giovane guardia azzurra, reduce da un’annata formativa con la maglia della Pallacanestro Trieste.

Proprio sotto l’ombra di San Giusto, Iannuzzi ha assaporato i primi veri minuti tra i professionisti, calcando anche il prestigioso palcoscenico della Basketball Champions League, una vetrina internazionale che ha contribuito in modo decisivo ad accendere su di lui i riflettori degli scout d’oltreoceano.

Ad attenderlo adesso c’è Cal State Bakersfield, università che milita nella competitiva Big West Conference. Sulla panchina dei Roadrunners siede coach Todd Lee, ex director of scouting ad Arkansas, che ha fortemente voluto il prospetto italiano.

«Siamo stati subito impressionati dalle sue qualità», ha dichiarato Lee, convinto che Iannuzzi sia il profilo perfetto per la sua idea di gioco.

Il giovane esterno azzurro sarà di casa all’Icardo Center, l’ambiente ideale per sviluppare creatività offensiva, letture e per completare una crescita fisica e mentale.

Sul trasferimento di Iannuzzi le parole di Francesco Taccetti, suo allenatore nell’ultima stagione a Trieste: «Per Pietro sarà un’esperienza di vita importante. Conoscendolo gli farà bene, perché lo porterà fuori dalla propria comfort zone. Dal punto di vista cestistico dipenderà molto dal contesto in cui entrerà: se trova un posto in cui riuscirà a lavorare, crescere e migliorare, sarà per lui una grande opportunità».

Il tecnico sottolinea poi i passi in avanti compiuti dal ragazzo nell’ultimo anno in prima squadra: «A Trieste è cresciuto molto. Quando giochi con un gruppo di A di alto livello non puoi non migliorare. Pietro è sempre stato positivo, con lo spirito giusto e una grande voglia di sacrificarsi. Quando giochi poco non è sempre facile essere così disponibile: ha investito su se stesso ed è stato bravo».

 

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