Ma adesso restiamo tutti uniti per una giusta ripartenza

I giocatori della Pallacanestro Trieste sono scesi in campo nelle due prime sfide dei play-off giocando da leoni sul campo della Leonessa. Bellissimi sabato, forse solo belli in gara due

Giovanni Marzini
Lodovico Deangeli in azione contro Brescia (foto Lasorte)
Lodovico Deangeli in azione contro Brescia (foto Lasorte)

Jannik Sinner aveva detto «Mi sento un po' stanchino» prima di tuffarsi sulla terra rossa del Foro Italico per coronare l’ennesima impresa da record. E almeno la citazione alla Forrest Gump, nei giorni che lo celebrano forse come il più grande atleta dello sport azzurro, pare nei suoi confronti doverosa. Anche per dire che “un po' stanchini” sino a qualche giorno fa lo eravamo anche noi, da settimane stressati nel rincorrere sussurri e voci, illusioni e speranze attorno alla più sofferta stagione del nostro basket.

Poi, a spezzare questa sofferenza ci hanno pensato gli unici veri attori di questo balordo campionato: i giocatori della Pallacanestro Trieste scesi in campo nelle due prime sfide dei play-off giocando da leoni sul campo della Leonessa. Bellissimi sabato, forse solo belli in gara 2. Ma ci hanno almeno permesso di tornare a parlare di basket “giocato”, di attacchi e difese, di fughe e rincorse, di tiri e rimbalzi, di sofferenza e gioia, che per mesi avevamo dovuto mettere in secondo piano, quasi fossero danni collaterali in una stagione che perdeva senso settimana dopo settimana. Chiusi nella loro bolla agonistica, condannati ad uno strategico silenzio su quanto accadeva fuori dal campo, coach e general manager, tecnici e giocatori hanno avuto la forza di fare gruppo e come spesso accade nella mentalità dei professionisti d’oltre Oceano, tirare fuori il meglio di sé quando si annusa l’odore del sangue nei play-off. E oggi possiamo finalmente ringraziarli prima di tutto per aver trasformato il prossimo match di giovedì da possibile ultima partita stagionale ad una nuova tappa nella corsa ad un sogno non più così utopico. Ecco perché, dopo le prime due sfide di Brescia, l’annunciata protesta della curva triestina programmata per dopodomani non ha più senso. La Palla si è sempre schierata a fianco del cuore del tifo e stavolta chiede con forza a chi non ha mai abbandonato la squadra in giro per l’Italia e l’Europa, di non tradirla proprio ora. Quando l’urlo del “sesto uomo” potrebbe fare la differenza. Non dobbiamo fare il gioco di chi si sentirebbe ancor più tradito, dandogli un motivo in più per andarsene. Proprio questi play-off possono rappresentare quelle prove tecniche di “RIPARTENZA” (parola della settimana) invocata da molti in queste settimane e che sta raccogliendo solidarietà e consensi, non solo a casa nostra. Rompere questo fronte comune sarebbe - anche tatticamente - un mezzo suicidio. E se non volete ascoltare il consiglio della Palla, ascoltate almeno il nostro capitano coraggioso coraggioso, che vi ha chiesto di entrare a palazzo! Pensateci ragazzi, anche se siamo tutti… un po' stanchini. E alla squadra guidata da quel Francesco Taccetti che giustamente continua a crederci, ci permettiamo semplicemente di dire: prendete esempio da Jannik, perchè a volte puoi centrare una grande impresa anche se sei a corto di fiato e gambe!

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