Pallacanestro Trieste, a Bologna l’impresa storica di un gruppo vero con il mix perfetto

Il successo straordinario di Trieste al PalaDozza ha messo in luce la tenuta mentale di una squadra nella quale il lavoro oscuro degli italiani e di Brajkovic è esaltato dalle giocate degli americani

Lorenzo Gatto
Una schiacciata di Lajae Jones tra i migliori in campo anche lunedì a Bologna Foto Ciamillo/Lasorte
Una schiacciata di Lajae Jones tra i migliori in campo anche lunedì a Bologna Foto Ciamillo/Lasorte

Oltre i numeri, oltre i pronostici: la Pallacanestro Trieste, sbancando lunedi sera il PalaDozza, ha scritto una pagina memorabile della sua storia recente. Il capolavoro firmato sul parquet della Virtus Bologna porta il marchio indelebile di una squadra capace di stupire per efficacia e sintonia.

Nel raffinato mosaico biancorosso, ogni tassello risponde a una logica ben precisa. Se è vero che Ross, Galloway, McDermott e Jones rappresentano le punte di diamante del roster a disposizione di coach Taccetti, è innegabile che i successi di questo avvio di stagione poggiano le fondamenta anche sul lavoro oscuro e prezioso dei gregari. Il nucleo italiano, certamente, ma anche Brajkovic. Luka non sarà il giocatore che incanta ma incarna alla perfezione l'essenza dell'operaio silenzioso. È l'ingranaggio invisibile che garantisce stabilità e permette ai frombolieri di prendersi la scena .

Impresa Pallacanestro Trieste: a Bologna batte la Virtus capolista
Foto Lasorte

Anche a Bologna, così come in tutte le partite di questo inizio, Trieste ha mostrato una straordinaria solidità mentale. Ha giocato quaranta minuti con grande personalità, non subendo mai la pressione di un'avversaria che alla fine del primo tempo aveva cercato di metterla con le spalle al muro. La formazione di Taccetti ha sempre dimostrato di essere sul pezzo, non si è mai percepito il rischio di uno sfilacciamento emotivo. È questo il segnale di maturità più evidente: la consapevolezza che la partita può sempre essere ribaltata, senza più spazio per quella rassegnazione che era stato il leit motif della passata stagione.

Seguire la Pallacanestro Trieste di quest'anno trasmette energia e passione. È un gruppo, quello biancorosso, che scende in campo con l'anima, alimentato da una chimica di spogliatoio speciale e da un attaccamento alla maglia tangibile.

Un modello vincente che demolisce dogmi e luoghi comuni. L'avvio di questa stagione certifica che ruotare stabilmente in otto, garantendo minuti, fiducia e un ruolo chiaro e definito a ogni giocatore, non solo è possibile, ma può rappresentare un vantaggio perchè la chiarezza paga e permette a tutti di sapere esattamente cosa fare sul parquet, esaltando responsabilità e coesione. Certo, a rendere sostenibile questa filosofia contribuisce l'assenza delle coppe europee (con il senno di poi, una benedizione l'esclusione dalla BCL) e la necessità di preservarsi dagli infortuni. Ma la strada è tracciata: Trieste, oggi, può affrontare qualsiasi avversaria senza timore.

Archiviato il match contro la Virtus, Trieste prepara le prossime sfide. Domenica prossima la formazione di Taccetti tornerà al PalaRubini per affrontare la Bc Roma poi sarà il momento della trasferta a Napoli contro una delle formazioni più in forma di questo inizio di stagione. Alla Alcott Arena, i biancorssi ritroveranno Ramsey, non Brown infortunato e fuori per almeno un mese.

Riproduzione riservata © Il Piccolo