Pallacanestro Trieste, Matiasic al PalaRubini nascosto nel tunnel
Il presidente è tornato in città dopo mesi di assenza. Vedere il proprietario del club costretto a muoversi quasi di nascosto a casa propria, fotografa alla perfezione la delicatezza e la tensione di questo momento societario

Fa una certa impressione riavvolgere il nastro della memoria e pensare a non più tardi di qualche mese fa, quando Paul Matiasic si prendeva il centro della scena e, in mezzo al campo, stringeva un microfono trascinando l'intero palazzetto al grido di Forza Trieste. Oggi, la realtà ci restituisce una fotografia molto diversa.
Il presidente è tornato in città dopo mesi di assenza prolungata e di vuoti comunicativi che hanno inevitabilmente alimentato dubbi e timori sul futuro della Pallacanestro Trieste. Una presenza blindata, quella che ha visto Matiasic tornare al PalaRubini, studiata per evitare ogni tipo di frizione o di confronto diretto.
Ha scelto di pernottare oltreconfine per poi farsi vedere in città giusto il tempo necessario per sbrigare gli incontri istituzionali. Davanti ai taccuini e ai microfoni della stampa, un tempo sempre assecondati con disponibilità e gentilezza, è sceso un gelo interrotto soltanto da uno sfuggente buongiorno.
Poi, l'arrivo al palazzetto, scortato dalle guardie del corpo. Vedere il proprietario del club costretto a muoversi quasi di nascosto a casa propria, protetto sotto il tunnel da un cordone di sicurezza per evitare problemi, fotografa alla perfezione la delicatezza e la tensione di questo momento societario. E forse anche per questo il nostro fotografo nel cercare di documentare un fatto di cronaca è stato allontanato in malo modo.
Eppure, mentre Matiasic si isolava, il PalaRubini dimostrava per l'ennesima volta di avere un'anima indipendente dalle alterne fortune societarie. Non c'era il tutto esaurito, mancava il pubblico delle grandi occasioni, complice il clima pesante vissuto nell'ultimo periodo, ma l'ambiente è stato comunque quello delle serate calde, quelle giuste.
La gente ha risposto con un coinvolgimento notevole, trascinando la squadra e spingendo i giocatori oltre i dubbi di questo periodo. Resta ora da capire se questa toccata e fuga blindata sia l'antipasto di un chiarimento definitivo o solo un altro capitolo interlocutorio di un futuro ancora da raccontare.
La città e la tifoseria si interrogano su quali saranno le prossime mosse. Senza una visione chiara, investimenti certi e, soprattutto, una trasparenza comunicativa proseguire diventa difficile. Il tempo delle risposte è già cominciato, la palla passa ora alla presidenza
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