La Pallacanestro Trieste resta al PalaRubini, tramonta l'ipotesi Gorizia e si consolidano le radici in città
Una nota ufficiale congiunta di Comune, Regione e società chiarisce il perimetro del confronto istituzionale, superando i nodi burocratici estivi

Niente trasloco al PalaBigot di Gorizia: la Pallacanestro Trieste continuerà a giocare al PalaRubini.
A spazzare via le speculazioni e il rumore di fondo degli ultimi giorni è una nota ufficiale congiunta firmata da Comune di Trieste, Regione Friuli Venezia Giulia e dalla stessa società biancorossa.
Le istituzioni e il club hanno infatti confermato di aver avviato un tavolo di confronto costante e strutturato, finalizzato a superare i nodi burocratici e garantire la permanenza della squadra nella sua casa storica.
«Il Comune di Trieste, la Regione Friuli Venezia Giulia e Pallacanestro Trieste – si legge nella nota – confermano di aver avviato un costante e continuo confronto, improntato a uno spirito di piena collaborazione e di reciproca disponibilità, con l’obiettivo di individuare la migliore soluzione possibile affinché Pallacanestro Trieste possa continuare a disputare le proprie gare e svolgere la propria attività sportiva al PalaRubini. Le parti stanno lavorando con senso di responsabilità e in un clima costruttivo, nella comune volontà di raggiungere un’intesa che tuteli gli interessi della società, delle istituzioni e dei tanti tifosi che rappresentano un patrimonio fondamentale per lo sport cittadino e regionale».
Una presa di posizione che mette ordine tra le mezze indiscrezioni e i voli di fantasia fioriti nelle ultime settimane. L’ipotesi di un trasferimento a Gorizia si riconferma per quello che è sempre stata: una semplice necessità procedurale.
Un cavillo burocratico derubricabile a suggestione estiva, ben lontano dall’ordinaria realtà operativa. Per la sostenibilità e la sopravvivenza stessa della Pallacanestro Trieste, l’idea di spostare il baricentro fuori dai confini cittadini non è mai stata una strada concretamente percorribile.
La complessa macchina societaria si fonda su pilastri rigidi: dalla programmazione della campagna abbonamenti alla gestione del ticketing per le singole partite, fino al rispetto dei fondamentali accordi commerciali stretti con gli sponsor.
Sradicare la squadra dal proprio bacino d’utenza avrebbe significato compromettere l’equilibrio economico e il legame profondo con il territorio.
Il percorso amministrativo da completare richiede ancora lavoro, la burocrazia impone paletti chiari che non si possono ignorare, ma la determinazione della dirigenza, del Comune e la supervisione attenta della Regione tracciano un'unica direzione. Ora la parola passa alla diplomazia istituzionale.
Con le garanzie necessarie sul tavolo e una strategia condivisa, la società può concentrarsi sull’imminente stagione sportiva, sapendo che il PalaRubini resta la casa naturale del basket triestino e il patrimonio dei suoi tifosi.
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