Ruzzier-Candussi, la coppia rimane fedele alla Pallacanestro Trieste

Fondamentali in campo e nello spogliatoio Michele e Francesco hanno deciso di proseguire la loro avventura in biancorosso. Dopo l’addio di Matiasic servirà un roster più corto e sostenibile

Lorenzo Gatto
Francesco Candussi e Michele Ruzzier Foto Ciamillo Lasorte
Francesco Candussi e Michele Ruzzier Foto Ciamillo Lasorte

Nel basket di oggi, dove i titoli sportivi si spostano e le maglie cambiano con la velocità di un tweet, trovare un porto sicuro non è affatto scontato.

Per la Pallacanestro Trieste, quel porto sicuro ha le facce, le mani e il cuore di Michele Ruzzier e Francesco Candussi.

Ragazzi partiti dal PalaRubini, che hanno girato l’Italia facendo esperienze e togliendosi soddisfazioni importanti lontano da San Giusto ma che poi hanno trovato qui la loro dimensione.

Per Ruzzier, il prossimo, sarà l’ottavo campionato con addosso i colori della sua città, Candussi invece comincerà in biancorosso la sua sesta stagione. Una stagione che si preannuncia di sofferenza, sacrificio e ricostruzione: la loro conferma è la miglior polizza assicurativa per la società e i tifosi biancorossi che vogliono tornare a pensare al basket dopo mesi difficili in cui la stessa esistenza della società è stata a lungo in discussione.

Michael Arcieri lo sa bene. Il general manager ha capito che per gettare le basi del nuovo corso c’era bisogno di certezze. Anche a costo di piccoli grandi sacrifici economici, la decisione è stata chiara: si riparte da loro. Perché non c’è solo l’apporto tecnico, che resta indiscutibile, ma c’è soprattutto un elemento identitario forte, viscerale, che trasforma queste conferme in qualcosa di speciale. Una sorta di patto silenzioso visto che, in una stagione come la prossima, l’ambiente triestino dovrà stringersi come non mai.

Dopo l’addio di Matiasic e con la necessità di costruire un roster decisamente più ridotto, corto e sostenibile rispetto a quello delle ultime due stagioni, la leadership si misurerà sui dettagli. Ruzzier e Candussi saranno fondamentali non solo per l’apporto che daranno sul parquet, ma come esempio quotidiano nello spogliatoio.

Saranno loro a spiegare ai nuovi arrivati cosa significa indossare la maglia di Trieste e quanto pesa la passione dei tifosi dentro al PalaRubini. Il mercato, dunque, ha solo ratificato un patto che era già scritto nell’aria. Se per Ruzzier parlava un contratto già in essere e una conferma mai messa in discussione, con il play che non ha mai nascosto l’assoluta serenità per il proprio futuro in biancorosso, la situazione di Candussi si è definitivamente chiarita con l’arrivo di luglio.

Il lungo aveva sul tavolo una clausola bilaterale d’uscita: il giocatore avrebbe potuto esercitarla entro il 28 giugno, la società entro il 30. Nessuno dei due si è mosso. Un silenzio assenso che vale più di mille proclami: Francesco resta a Trieste, Trieste si tiene stretta Francesco. Dopotutto, in un mercato caotico e frenetico, la via del silenzio e dei fatti è sembrata a tutti la scelta migliore, lasciando trapelare solo la reciproca e totale soddisfazione per un matrimonio che continua.

 

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