Trieste difende il suo basket: l'appello congiunto di Dipiazza e Cosolini a Petrucci
Sindaco ed ex sindaco firmano una lettera aperta indirizzata al Presidente della Fip, Gianni Petrucci

Oltre gli schieramenti politici, dando spazio all'orgoglio cittadino. Quando si parla di pallacanestro, Trieste sa chiudere i ranghi e serrare le fila parlando con una sola voce, potente e autorevole. È questo il senso del messaggio inviato al presidente della Fip, Gianni Petrucci, firmato congiuntamente dal sindaco Roberto Dipiazza e dal suo predecessore Roberto Cosolini. Un documento che va oltre l'appartenenza politica: rappresenta un appello accorato a difesa di un patrimonio che appartiene a tutta la città. Questa lettera, pubblicata integralmente sul nostro sito, rappresenta dunque un unicum. È il segnale che Trieste, quando vede minacciato un suo patrimonio, sa unirsi per combattere assieme. La palla ora è nel campo di Petrucci: la città attende un segnale che sia all'altezza della sua storia.
«A nome della città di Trieste, desideriamo esprimere la più profonda preoccupazione e il più fermo dissenso rispetto all’ipotesi di trasferimento del titolo sportivo e della squadra di Pallacanestro Trieste verso la città di Roma - si legge nella nota -. Trieste non è semplicemente una piazza sportiva. Trieste è storia della pallacanestro italiana. È cultura sportiva, identità collettiva, passione popolare costruita in decenni di sacrifici, appartenenza e partecipazione. È una delle capitali italiane del basket, con uno dei pubblici più numerosi, competenti e calorosi dell’intera Serie A, che non è seconda a nessuno».
Proprio partendo da questa consapevolezza, Dipiazza e Cosolini entrano nel vivo della questione. Il tono si fa più stringente quando si passa dalla celebrazione alla necessità di garanzie. In un momento di transizione, come quello che sta vivendo la società biancorossa, la politica cittadina chiede che la federazione sia un garante equo e attento. «Vi chiediamo di non limitarvi ad assumere un ruolo notarile rispetto a decisioni che incidono profondamente sull’identità dello sport italiano - continua la lettera - .Una squadra professionistica non è un semplice asset commerciale trasferibile da una città all’altra come fosse un marchio qualsiasi. Una squadra rappresenta una comunità, una storia, una tradizione, un patrimonio sportivo e umano che appartiene prima di tutto ai suoi tifosi e al territorio che l’ha sostenuta per generazioni. Alla Fip spetta anche la responsabilità morale e istituzionale di salvaguardare le radici, i valori e la credibilità del movimento cestistico nazionale. Diversamente, il rischio è quello di trasmettere il messaggio che nello sport professionistico tutto possa essere comprato, spostato e ridefinito esclusivamente in funzione del profitto, cancellando con un tratto di penna storie sportive che appartengono alle città e alle persone».
Il passaggio più politico, e forse più incisivo, è quello in cui Dipiazza e Cosolini rivendicano il ruolo di Trieste come motore del basket italiano, una piazza che non può essere lasciata ai margini dei processi decisionali o penalizzata da una visione troppo centralistica. Un appello dettato dalla ferma convinzione che il bene di Trieste coincida con il bene del basket italiano. Indebolirla o non tutelarla significa impoverire l’intero movimento nazionale, privandolo di una delle sue componenti più sane e appassionate.La lettera si chiude con un richiamo alla responsabilità. Dipiazza e Cosolini non si limitano a inviare un messaggio, ma aprono un canale di dialogo.
«Siamo convinti che la Federazione debba interrogarsi profondamente sulle conseguenze di simili decisioni, perché esse rischiano di creare un precedente pericoloso e di minare il rapporto fiduciario tra tifosi, comunità locali e istituzioni sportive. Questa lettera non rappresenta soltanto la posizione delle istituzioni cittadine, ma la voce di un’intera comunità che si sente ferita e privata di un pezzo della propria identità sportiva. Proprio per questo motivo è sottoscritta dal Sindaco di Trieste e dall’ex Sindaco della città, a testimonianza di un sentimento che supera appartenenze politiche e divisioni amministrative, unendo la città nella difesa della propria storia sportiva. Confidiamo pertanto - concludono Dipiazze e Cosolini - che la Federazione Italiana Pallacanestro voglia assumere fino in fondo il proprio ruolo di garante dei valori dello sport italiano, valutando con attenzione e senso di responsabilità ogni decisione relativa al futuro della pallacanestro triestina».
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