Calcio, Margiotta: «Si va avanti con il progetto Triestina»

Il vicepresidente del club parla dopo le dimissioni da Ceo di House of Doge. «La mia transizione non ha alcun impatto operativo. Garantiti i finanziamenti per la stagione e il piano di rientro. Il centro sportivo è una nostra priorità»

Ciro Esposito
Il vicepresidente della Triestina Marco Margiotta con il presidente Giuseppe D’Aniello (foto Bruni)
Il vicepresidente della Triestina Marco Margiotta con il presidente Giuseppe D’Aniello (foto Bruni)

La notizia diventata pubblica la scorsa settimana delle dimissioni di Marco Margiotta da Ceo di House of Doge (e la progressiva uscita della company dalla sfera di Dogecoin Foundation) ha provocato una scossa nella piazza. La comunicazione non ha preso alla sprovvista i vertici alabardati preavvisati per tempo dell’operazione dal vicepresidente ma i tifosi non potevano restare indifferenti. Negli ultimi anni la struttura societaria dell’Unione ha vissuto costanti venti di tempesta e scarsa trasparenza sulla composizione della proprietà azionaria oggetto peraltro di indagine giudiziaria, con i conseguenti disastri sul piano sportivo. E adesso che il club sembrava indirizzato nel segno di una relativa stabilità ecco un’altra perturbazione.

Marco Margiotta finora non si è mai sottratto alle sue responsabilità mettendoci la faccia anche nei momenti più caldi. E anche stavolta si è reso disponibile per lanciare da oltreoceano alcuni messaggi chiari.

Sarà necessario verificare che gli impegni diventino fatti (peraltro fino ad oggi da lui sempre rispettati) per avere certezze. Intanto il vicepresidente della Triestina ha scelto la via della trasparenza. E non è poco.

Signor Margiotta la notizia delle sue dimissioni da Ceo di House of Doge e anche dall’allontanamento della società da Doge Foundation hanno preoccupato l’ambiente per il futuro della Triestina. Quali conseguenze avrà sul club?

«La mia transizione in House of Doge è una decisione societaria indipendente che non ha alcun impatto operativo, finanziario o strategico sull'US Triestina Calcio».

House of Doge è sempre stata vista, con il 41,12% di LBK Capital come l’unico elemento di stabilità in questo ultimo anno burrascoso per l’Unione. Chi subentrerà in quelle quote?

«La governance del club, il percorso di ristrutturazione e il continuo sostegno finanziario operano sotto strutture societarie e impegni finanziari distinti. La struttura azionaria all'interno di LBK Capital continua a essere gestita per garantire stabilità a lungo termine e una governance istituzionale, e qualsiasi aggiornamento relativo alla distribuzione delle quote sarà gestito nel pieno rispetto dei partner del club e dei requisiti normativi».

Quale sarà il suo ruolo?

«Guardando avanti, il mio ruolo rimane focalizzato sulla supervisione strategica, sulla stabilità finanziaria e sul supporto alla dirigenza mentre portiamo a termine il processo di ristrutturazione».

Avete versato molti milioni per evitare il fallimento. Il piano prevede che, in caso di proroga delle misure protettive da parte del Tribunale, il socio versi altri 1,7 milioni a copertura dei costi della stagione. Lo assicurate?

«I finanziamenti necessari — comprese le iniezioni di capitale pianificate per coprire i costi operativi stagionali — sono strutturati per salvaguardare le attività ordinarie del club, rispettare gli accordi con i creditori e soddisfare il quadro di protezione disposto dal tribunale».

Se Margiotta resterà nel board della Triestina può garantire la conferma del budget e ha già un’idea assieme al presidente D’Aniello e al direttore Delli Carri di come impostare la prossima stagione sportiva?

«Insieme al Presidente Giuseppe D'Aniello e al Direttore Sportivo Daniele Delli Carri, il consiglio di amministrazione e la dirigenza sono pienamente allineati nell'operare all'interno del quadro di budget confermato, dando priorità sia alla disciplina finanziaria sia alla continuità competitiva sul campo mentre pianifichiamo la prossima stagione».

Una sua visita a Trieste potrebbe essere una mossa opportuna. È in programma?

«Trieste e i nostri tifosi restano al centro di tutto ciò che stiamo facendo; sono in contatto quotidiano con la dirigenza del club e conto di visitare Trieste in concomitanza con i prossimi impegni della squadra e le scadenze amministrative».

E come valuta l’investimento fatto sul progetto dell’ hockey ghiaccio a Milano?

«Per quanto riguarda le iniziative di più ampio respiro, il progetto del hockey su ghiaccio a Milano è un investimento indipendente nell'ambito di una strategia multi-sportiva e non distoglie né attenzione né capitali da Trieste».

Il centro sportivo di Muggia resta una vostra priorità?

«A livello locale, il centro sportivo di Muggia rimane una priorità e una risorsa strategica chiave per le infrastrutture a lungo termine e lo sviluppo del settore giovanile della Triestina».

Non resta che attendere ma rispetto al passato recente (chi non ricorda le conferenze rassicuranti di Rosenzweig?) ci sono un paio di elementi di garanzia: l’iter avviato con il Tribunale per il rientro da una situazione finanziaria fallimentare, e la sostenibilità della stagione in corso impostata finora su una rigorosa applicazione del budget collegata tuttavia a pagamenti regolari di chi lavora in sede e sul campo. Oltre alla presenza di due dirigenti come D’Aniello e Delli Carri. Situazioni normali in un’azienda anche sportiva. Non per la Triestina, almeno negli ultimi anni.

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