La Triestina cade al Rocco all’esordio in Coppa Italia contro Trento
Sul finale riesce a imporsi il Trento grazie a un calcio di rigore trovato nel recupero

TRIESTINA 0 – TRENTO 1
Marcatori: 92’ Anastasia su rigore
TRIESTE I tifosi triestini hanno fatto l’abitudine a vedere la loro squadra perdere o fare fatica nelle primissime gare. E la tradizione si è confermata con la sconfitta di misura subita con il Trento al termine di una gara super-estiva per usare un eufemismo.
Vedere però la Triestina uscire dalla Coppa Italia il 10 agosto non fa bene: perché il secondo turno poteva essere un buon allenamento in vista dell’esordio in campionato e anche perché per una società ambiziosa, come sembra essere la Triestina (e Santoni alla vigilia lo aveva ribadito), è pur sempre un obiettivo. Detto questo il risultato non conta nulla.
Contano invece la sensazioni date da un gruppo che è apparso tanto ma tanto indietro a due settimane dalla start. Non che i trentini abbiano fatto un granché ma qualcosina in più degli alabardati si è visto anche se non tale da motivare la vittoria.
Le due contendenti scese al Rocco (con l’erba non proprio un biliardo) sono in cantiere e affidate a nuove mani, Santoni da una parte e l’ex-alabardato Tabbiani dall’altra. Ma le ambizioni dei due club sono invece diverse visto che i gialloblù (ieri in orange) puntano solo ai play-off e l’Unione un bel po’ più su. E allora la manovra dominante predicata da Santoni si è vista solo in alcuni movimenti dei giocatori e in pochissime traiettorie. Sarà una questione di preparazione, di uomini o di un’assimilazione non semplicissima in terza serie? Forse pesano tutte e tre le componenti. Di certo la Triestina ha impostato un avvio con un ritmo discreto ma proprio per questo ha subito tre infilate. Poi con lo scemare della verve gli alabardati hanno tenuto di più la manovra senza creare, né subire.
E così se da una parte nella prima mezz’ora El Azrak ha impegnato severamente Tommasi con una stoccata da lontano, dall’altra Sipos (che non è certo un fenomeno) si è trovato a tu per tu con il portiere Roos bravissimo in una circostanza. Con Vertainen punta unica, Jonsson alle sue spalle, Vicario e El Azrak larghi (Attys out per la febbre) si sono viste solo un paio di percussioni interessanti a sinistra di Bijleveld.
Voca e Correia hanno cercato di scandire la manovra ma spesso all’impostazione ci ha pensato Struna che, a dispetto del numero 10 sulla maglia, è meglio che si occupi di altro.
In una ripresa ancor più sonnolenta Krollis, appena entrato, ha fatto vedere qualche sprazzo e un quasi rigore procurato. Rigore invece fischiato per un fallo di Moretti su Di Santo e trasformato da Anastasia al 92’. Un gol che ha fatto tirare un sospiro di sollievo un po’ a tutti nella canicola del Rocco evitando il patibolo degli overtime e magari dei penalty.
Nelle prossime due settimane squadra e Santoni dovranno lavorare molto e Menta altrettanto per portare a casa almeno i due tasselli chiesti da Santoni: uno o due difensori centrali in primis.
Perché quando da una stagione all’altra si trasforma un progetto è un’operazione complessa che necessita di tanta pazienza. Ma una partenza ad handicap con l’Arzignano sarebbe un po’ troppo.
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