Due guizzi sul baratro: la super rimonta della Triestina calcio al Rocco

Il successo ritrovato dall’Unione al Rocco sulla Pro Patria ottenuto riuscendo a sfruttare l’uomo in più e gli attaccanti

Antonello Rodio
L'esultanza. Foto Lasorte
L'esultanza. Foto Lasorte

A un certo punto venerdì sera la Triestina era praticamente sull’orlo del precipizio, anzi con un piede già nel baratro.

La mazzata del gol di Renelus che in apertura di ripresa aveva portato in vantaggio la Pro Patria e il seguente annullamento per un fuorigioco di pochi centimetri della rete di Ionita, uniti alla situazione di classifica e alla lunga sequenza di problemi ben noti, avrebbero potuto abbattere un elefante.

Ma l’altra sera al Rocco questa Unione ha dimostrato per l’ennesima volta di non mollare mai, tornando alla vittoria esattamente due mesi dopo il successo ottenuto sul Renate.

La svolta del destino?

Al contrario di altre occasioni, le è venuto incontro anche il destino, un evento che forse, chissà, è uno di quelli che potrebbero segnare la svolta che inverte una stagione, ovvero la dissennata scarpata in faccia che l’appena entrato Bagatti ha rifilato in faccia a Voca facendosi espellere.

Attenzione, la squadra di Tesser si era già rialzata prima da sola, perché dopo il gol nullo di Ionita era arrivato il pareggio vero, quello di Vertainen da vero marpione d’area, sfruttando una respinta del portiere avversario uscito su Jonsson, imbeccato da un delizioso assist di Gunduz. Però rimanere con un uomo in più ha dato un’ulteriore accelerazione all’inerzia che stava già prendendo la partita, ha messo alle corde la Pro Patria e dato ulteriore boost all’Unione.

Le armi offensive

A quel punto Tesser ha potuto inserire ancora più armi offensive, anzi le ha gettate tutte dentro, per concretizzare il suo credo di riempire l’area avversaria con più uomini. L’Unione ha chiuso con cinque giocatori offensivi in campo: tre punte (Vertainen, Faggioli e Vicario che partiva dalla preferita posizione di esterno) più D’Urso e Gunduz. E così sono arrivati prima il palo di Vicario e poi la rete decisiva con la quale si è sbloccato finalmente Faggioli, che nonostante un problema a un dito del piede, ha girato di testa in rete un cross di Vertainen.

Ma nella produzione offensiva alabardata non va dimenticata nel primo tempo la gigantesca occasione di Kljajic, che davanti a Rovida si è fatto respingere il tiro dal portiere, oltre a due situazioni interessanti con Pedicillo e Gunduz.

I cambi decisivi

Ma c’è anche un altro aspetto nuovo nella vittoria con la Pro Patria, che si aggiunge alla già nota abnegazione dei giocatori nelle situazioni più ostiche (Pedicillo si è improvvisato terzino destro e in quel ruolo è tornato nel finale di gara Jonsson): la novità è che rispetto ad altre volte i cambi non hanno portato a una regressione della squadra ma anzi sono stati decisivi in positivo: Voca è stato volitivo e concreto in mezzo al campo, Vicario ha trasmesso verve partendo dalla destra, Faggioli ha trovato l’inzuccata vincente e perfino D’Urso ha sfiorato la rete in pieno recupero. Un ottimo segnale anche per le partite che verranno, soprattutto se la situazione infortuni continuerà a restare pesante.

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