Manovra d’attacco della Triestina per tornare alla vittoria in campionato
Per tentare di trovare i tre punti già martedì Marino ha a disposizione le punte con il rientro di Vertainen e può modificare il modulo con due trequartisti

La sterilità offensiva, soprattutto se rapportata alla mole di gioco prodotta, è stato uno motivi caratterizzanti di questa stagione alabardata, un aspetto che ha accumulato frustrazione e rammarico sulla già difficile situazione originata dalla pesante penalizzazione.
Anche nell’ultimo turno a Crema la Triestina è tornata a casa con zero gol sul tabellino (in realtà ne aveva segnati due, ma il primo è stato annullato per fuorigioco di Faggioli, il secondo per fallo di Jonsson), pur creando parecchie situazioni pericolose. Sia chiaro, è un trend che si è visto per tutta la stagione, però l’aspetto curioso è che dal suo ritorno in panchina, a parte il primo match contro il Lumezzane (tra l’altro vinto) Marino ha optato per schierare due trequartisti come D’Urso e Ascione (solo una volta è toccato a Vicario e Pedicillo) e una punta, ovvero Faggioli, preferito giustamente all’evanescente Kljajic.
Certo, è stata una scelta dettata anche dal fatto che in quel momento in effetti gli attaccanti disponibili erano pochi, e poi avere due giocatori sulla trequarti, di cui uno dotato di notevole tecnica e l’altro giovane, veloce e sgusciante, ha certamente aiutato la manovra, ma inevitabilmente il peso davanti è stato un po’ scarso. Anche perché Faggioli, pur volonteroso e generoso, non ha la struttura fisica per fare l’unica punta.
In questo mese però dall’infermeria sono rientrati Vicario e Vertainen e dalla Primavera è emerso Okolo. L’olandese è stato riciclato una volta da trequartista e a Crema da esterno di centrocampo, però il finlandese e il nigeriano prime punte lo sono, anche se ovviamente con Vertainen si è giustamente usata prudenza con un minutaggio limitato per evitare ricadute.
Nel finale della gara con la Pergolettese si è rivisto però uno schieramento più pesante, ovvero con Vertainen e Okolo in campo che hanno creato grattacapi alla difesa avversaria, una decisione che lo stesso Marino ha commentato così: «È stata una scelta fatta per dare maggior peso in area, abbiamo dato più fastidio lì perdendo però qualcosa a livello di sviluppo della manovra».
Ora però forse è arrivato il momento di provare a fare qualcosa di diverso, ovvero tornare allo schieramento con un trequartista e due punte. Infatti adesso nell’ambito di una rosa che come giocatori offensivi ne presenta ben sette (Faggioli, Vertainen, Okolo, Kljajic, D’Urso, Ascione e Vicario, senza contare Mullin e Attys), Marino ha anche parecchie punte a disposizione da ruotare.
E una rotazione forse sarebbe auspicabile proprio per il fatto che martedì si torna già in campo: nel turno infrasettimanale, infatti, al Rocco alle 20.30 arriva una Dolomiti Bellunesi in piena crisi, l’occasione per tornare a far punti è ghiotta e si sa che in una settimana con tre partite le forze vanno gestite in maniera oculata. Secondo Marino, Vertainen deve ancora lavorare tanto e crescere di condizione, ma tra il finlandese, Faggioli e Okolo due assieme forse si potrebbe provare a schierarli per avere un maggior impatto offensivo.
Certo, questo comporta un sacrificio sulla trequarti, nel senso che uno fra D’Urso e Ascione (che stanno facendo bene, soprattutto quest’ultimo) resterebbe fuori. Ma è sempre ipotizzabile una staffetta fra i due, proprio per tenere alto il ritmo e l’intensità per tutti i 90 minuti. E questo aiuterebbe anche a mantenere entrambi lucidi nella settimana del triplice impegno.
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