Coppa solo sfiorata per la Pallamano Trieste: Siracusa vince 27-24

Gli avversari vanno avanti decisi nella prima frazione ma i biancorossi non mollano: negli ultimi minuti le parate di Postogna non bastano per completare la rimonta

Lorenzo Gatto
(foto Canu Figh)
(foto Canu Figh)

Si infrange sul muro dell’Albatro, 24-27 il finale, il sogno della Pallamano Trieste di tornare ad alzare la Coppa Italia a 24 anni dall’ultimo successo.

La formazione di Boris Lisica ci ha provato, gettando il cuore oltre l’ostacolo, ma ha pagato un primo tempo troppo passivo e una ripresa nella quale, rientrata nel match, ha sciupato troppe occasioni per chiudere il gap e giocarsi il trofeo nelle battute finali.

Rammarico per la grande chance sciupata ma, allo stesso tempo, grande orgoglio di essere tornata a competere ai vertici della pallamano italiana.

Inizio di partita tutto di marca siciliana, doppio vantaggio già nei primi 120 secondi grazie alle reti di Vinci e Angiolini. Trieste appare contratta e imprecisa: una serie di errori gratuiti di Lindstrom, Hubert e Bendjilali spiana la strada a Santos, che al 5’ firma il gol dello 0-3.

Dopo otto minuti caratterizzati da errori e troppe palle perse, Trieste riesce finalmente a sbloccarsi. È il rientrante Pauloni, coadiuvato da Esparon, a suonare la carica per il 2-4. Il match vive poi una fase di botta e risposta: Mamdouh realizza dai nove metri, ma Lindstrom risponde colpo su colpo mantenendo Trieste in scia. Nonostante l’inferiorità numerica causata dall’esclusione di due minuti comminata a Sandrin, Trieste trova il suo uomo migliore in Esparon. Il giocatore prima accorcia sul 5-6, poi serve un assist perfetto a Bendjilali per il 6-7.

L’aggancio definitivo arriva a metà del primo tempo grazie alla firma di Pauloni, che sigla l’8-8. L’equilibrio, però, dura poco. Siracusa torna a spingere con ferocia: Mamdouh è glaciale (trasformando il suo quinto rigore e provocando un 2’ ai danni di Bendjilali) e, insieme a Rodrigues, trascina i suoi sull’8-11. Trieste tenta di restare a galla con Esparon, ma i siciliani volano e toccano il massimo vantaggio sull’11-18 prima del sette metri di Pauloni che manda le squadre negli spogliatoi sul 12-18.

Il secondo tempo si apre con un cambio di ritmo deciso da parte dei biancorossi. È Lindstrom a suonare la carica, dando il via a una rimonta che in soli sei minuti, grazie anche alle firme di Parisato e Hubert, riporta i padroni di casa a ridosso degli avversari sul punteggio di 16-20.

Il Siracusa, visibilmente in affanno, inizia a concedere spazi e falli: l’esclusione di due minuti comminata ad Angiolini spiana la strada alla freddezza di Parisato, che non sbaglia e trascina i suoi fino al –3. Ci pensa ancora uno scatenato Lindstrom a ricucire lo strappo, firmando il gol del –2 e chiudendo un parziale travolgente di 6-2 al 13’.

L’Albatro prova a scuotersi con un inarrestabile Mamdouh che sale in cattedra e con una doppietta fulminea (che lo porta a quota 12 reti totali) ricaccia indietro gli avversari, ristabilendo il +4 (18-22) a metà ripresa.

Trieste però ci crede, al 19’, il gol di Sandrin per il 22-24 riaccende ancora una volta le speranze, lasciando il finale di gara completamente aperto. Lindstrom tiene tutto aperto al 25’ sul 23-25 e al 27’ sul 24-26, Esparon a 90 secondi dalla fine sciupa forse l’ultima chance per andare sul -1 e Angiolini la chiude a 52” dalla fine con la rete del 24-27 che sancisce il trionfo degli aretusei.

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