Triestina, cantiere aperto verso il campionato ma serve tempo per trovare l'intesa

Dopo il salvataggio societario, la rosa ricostruita da zero mostra potenziale ma necessita di rodaggio: la qualità di Di Livio e Beltrame al servizio del 4-2-3-1 di Fontana

Guido Roberti

È iniziato il conto alla rovescia per l’avvio del campionato, le due partite di Coppa, l’amichevole a Muggia ed il triangolare a Visogliano sono le fotografie oggettive dello stato dell’arte in casa Triestina.

Un cantiere aperto, si usa dire nel gergo d’estate, metafora che calza perfettamente viste le circostanze. Un passo indietro a fine aprile, al congedo della società dal professionismo. Ciò che ne è seguita è di fatto un’impresa costruita senza il pallone tra i piedi ma lungo le vie infinite della diplomazia, degli accordi imposti, e condivisi, con il tribunale, che hanno fornito le basi della composizione negoziata della crisi d’impresa.

Fatta la premessa, a D’Aniello, Delli Carri e a catena Fontana con staff, il tempo non ha fatto sconti e l’allestimento di una rosa ex novo in poche settimane, tradotta in linguaggio sportivo, ha prodotto quanto era preventivabile, una squadra che ha e avrà bisogno estremo di giocare assieme, motivata dalla ricerca dei tre punti, con astuzia almeno nel primo mese per ovviare alle inevitabili mancanze in termini di reciproca conoscenza.

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La Triestina sconfitta a Precenicco. Foto Lasorte

Lo ha detto Vona dopo la sconfitta con il Brian, lo aveva detto Fontana dopo la vittoria a Mortegliano. L’equilibrio, anche umano, tra una ventina di ragazzi che vanno conoscendosi, arriverà. Sul piano tecnico le prime settimane fanno rima pure con sacrificio. Questo è attualmente richiesto ad alcuni giocatori.

Una rosa costruita su caratteristiche tecniche per far male sui binari della verticalità, con nomi di qualità come Di Livio, Beltrame, Ferretti, attualmente improntata su un assetto, il 4-2-3-1, che apre la fase offensiva agli esterni, zolle di campo sulle quali in particolare Vranic appare sacrificato. L’arrivo di Di Gilio ha dato dinamismo alla mediana che può contare anche su un giovane promettente come Bongelli e sulla presenza di Ba. L’attacco non ha finora espresso quella profondità ricercata nè fatto intravvedere chi potrebbe essere il bomber della domenica.

La qualità tuttavia c’è, l’esperienza anche e risulta chiara quindi la necessità di dar tempo al progetto sportivo. In difesa starà alla bravura dei centrali più esperti tirare le redini dei giovani in corsia, Demarco, Delgado, Giusti, quest’ultimo il più ordinato finora. Delgado ha corsa e brio, ma a Precenicco su quel lato la squadra si è fatta spesso infilare. Succedeva anche a Tesser nei primi mesi della squadra da 40 punti all’andata.

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Paolo Beltram in azione domenica scorsa a Mortegliano

Ecco perché bisognerà fare appello alla menzionata astuzia. A partire da Altavilla. Squadra di categoria, che fa leva in attacco sull’ex Arma, rodata esattamente come il Brian. Astuzia nel saper raccogliere il massimo in un momento di conoscenza, di sperimentazione, di ricerca. Cento tifosi in trasferta nella calura della pianura, potenzialmente altrettanti pronti ad aderire a quella di Altavilla.

La passione attorno all’Unione è viva. Venerdì la presentazione sarà un termometro attendibile, il semaforo verde all’uso del Rocco un passaggio necessario. Squadre altamente competitive faranno del girone C uno dei più ardui dell’intera categoria. La Triestina ha il potenziale per essere lì, con il peso del nome, ma senza l’assillo, troppe volte perpetrato, di avere fretta.

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