Triestina alla ricerca dell'equilibrio, le attenuanti di Fontana e i dubbi tattici sul campo

Sui risultati di un avvio poco soddisfacente ci sono delle attenuanti ma il tecnico non è ancora riuscito a trovare una quadratura e questo pesa in campo soprattutto nella tenuta del centrocampo

Antonello Rodio
La Triestina in campo contro il Campodarsegno. Foto Mariani/Lasorte
La Triestina in campo contro il Campodarsegno. Foto Mariani/Lasorte

Due punti in tre giornate non sono certo l’inizio sognato dal popolo alabardato. Al di là del fatto che la Triestina avrebbe meritato di più, resta un responso del campo insoddisfacente.

Sia chiaro, l’Unione ha anche parecchie attenuanti: a parte l’emergenza totale che tra squalifiche e infortuni ha colpito la difesa e il ritardo nella preparazione rispetto alle avversarie, c’è il fatto che tre undicesimi dei titolari di Abano sono arrivati l’ultimo giorno di mercato (Borello, Lupi e Vianni) e un quarto solo qualche giorno prima (Di Gilio).

Non è un discorso di condizione fisica, anzi quasi tutti erano anche più avanti degli altri avendo fatto la preparazione nelle rispettive squadre, quanto una questione di conoscenza con gli altri compagni. Si sa quanto Fontana punti l’attenzione proprio su questo aspetto perché la squadra possa esprimersi al meglio e applicare le sue idee, e se il discorso vale già per chi è a Trieste dal primo giorno, figuriamoci per chi è arrivato da poco. Sul piatto delle attenuanti mettiamoci pure alcune decisioni arbitrali che finora non hanno certo favorito l’Unione.

Ad Abano la prima sconfitta per la Triestina calcio
Un momento del match (Foto Mariani / Lasorte)

Detto questo, però, finora è mancata proprio l’identità di squadra invocata da Fontana quando il mister ha spiegato i suoi intenti. Certo, tutto quanto detto prima non gioca a favore di una stabilità tattica, però l’impressione è che gli esperimenti continuino e non ci sia ancora una decisione sulla strada da prendere.

Il centrocampo a tre di mercoledì, nonostante una prova opaca di Di Gilio, ha funzionato bene per metà del primo tempo, poi è andato in affanno perché sembra sempre mancare fisicità nel mezzo, soprattutto di fronte alle ripartenze avversarie sulle palle perse che sono ancora troppe.

Sembrerebbe quindi opportuno un maggior impiego di Ba, il centrocampista con le caratteristiche migliori sotto questo aspetto. E forse la scelta di giocare a due play con Di Livio e Bongelli (soprattutto in un centrocampo a due) è un lusso che poche volte ci si può permettere.

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C’è poi da risolvere l’inghippo offensivo. Ad Abano Fontana ha proposto un 4-3-3 che ha fatto vedere cose interessanti, resta il fatto che con questo schieramento a una punta l’area resta spesso troppo sguarnita, perché tra esterni e centrocampisti non c’è finora chi sa inserirsi con incisività (forse lo sarebbe partendo da mezzala Ferretti, che però finora ha fatto altro).

Naturalmente se si giocasse con due attaccanti, impiegando magari da seconda punta un Vranic finora apparso evanescente da esterno, qualcuno fra Beltrame e Borello dovrebbe restare fuori. A meno di un 4-2-4 che però riporterebbe il problema del centrocampo a due. Il compito di Fontana, pertanto, è quello di trovare al più presto la formula più equilibrata, cercando però poi di dare un po’ di stabilità e continuità all’assetto.

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