Le incognite della Pallacanestro Trieste e la squadra
Trieste si prepara a un momento clou in Italia e in Europa in un clima incerto nonostante le rassicurazioni di Matiasic

Le parole pesano, ma i silenzi, a volte, urlano più forte. Il Presidente della Pallacanestro Trieste, Paul Matiasic, ha rotto il ghiaccio per rassicurare l’ambiente: la volontà di restare in città c’è, l’impegno nella società rimarrà immutato. Fine delle trasmissioni? Nemmeno per sogno. Nonostante il tentativo di riportare il sereno, la nebbia che avvolge il futuro del club non si è affatto diradata.
Anzi, la sensazione è che ci si trovi davanti a un puzzle a cui mancano ancora i pezzi fondamentali. In questa vicenda, arrivati a oggi 4 marzo, restano sul tavolo due certezze granitiche e una domanda che attende ancora una risposta convincente. Partiamo dall'interrogativo: perché Paul Matiasic ha scelto di sottrarsi al contraddittorio? Sia nell’intervista concessa a Il Piccolo che nell'intervento a Tele 4, il numero uno biancorosso ha preferito la via della comunicazione unidirezionale.
Risposte scritte, audio inviati a "Il Caffè dello Sport", ma nessun confronto diretto con la stampa. Si tratta di un’anomalia evidente: inviare messaggi pre-confezionati senza accettare le inevitabili domande che le sue stesse considerazioni pongono non aiuta a fare chiarezza.
In un momento così delicato, la trasparenza dovrebbe essere un dovere, non un’opzione. Al di là della diplomazia, restano i fatti, e sono fatti pesanti. La prima certezza è che Matiasic è stato a Roma, ha incontrato il sindaco Gualtieri e ha confermato un interesse per la Capitale che non è mai stato smentito ufficialmente. La seconda certezza è che a Trieste, per sua stessa ammissione, il Presidente non ha trovato quel supporto economico che si aspettava dal tessuto imprenditoriale locale. A mente fredda, quel "mio impegno resta immutato" suona oggi più come un dubbio che come una garanzia. Non è questione di voler alimentare la polemica a ogni costo o di seminare zizzania tra i tifosi: si tratta di guardare in faccia la realtà. Un generico "va tutto bene" non basta a cancellare una delle settimane più complicate e confuse della storia recente della Pallacanestro Trieste. Il sospetto è che Matiasic sia rimasto spiazzato dalla reazione della piazza e che, nel tentativo di calmare le acque, stia in realtà prendendo tempo per definire cosa fare davvero nella prossima stagione.
Nel frattempo, c’è una squadra che tra pochi giorni dovrà tornare a correre tra Champions League e campionato, col dovere di onorare il campo nel migliore dei modi.
Il tempo, come sempre, sarà galantuomo e svelerà i reali contorni di questa vicenda. L'importante è che le idee siano chiare almeno nella testa del Presidente. Noi, per ora, non possiamo far altro che stare a guardare e adeguarci.
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