Irene Camber, mito triestino dello sport, compie 95 anni

Fu la prima azzurra a vincere le Olimpiadi (Helsinky 1952) nel fioretto. Pioniera anche nella vita civile: prima donna laureata in Italia in chimica industriale
Una giovane Irene Camber fiorettista azzurra
Una giovane Irene Camber fiorettista azzurra

TRIESTE. Compie 95 anni Irene Camber, un mito dello sport italiano e una delle figure più note a Trieste. A Helsinki nel 1952 – quando a Trieste era in vigore il Territorio Libero – la Camber conquistò l’oro nel fioretto, inaugurando la lunghissima serie di medaglie olimpiche delle nostre schermitrici.

L’anno dopo il successo olimpico arrivò il titolo mondiale a Bruxelles e, nel 1957, lo stesso titolo nella gara a squadre.

Il mito triestino Irene Camber compie 95 anni

Nella sua carriera ha partecipato a ben cinque Olimpiadi (a Roma, nel 1960, conquistò una medaglai di bronzo). Inoltre è tra le 10 atlete italiane di ogni epoca capace di aggiudicarsi, sia la medaglia d'oro ai Giochi Olimpici che ai Campionati Mondiali.

Irene Camber, 90 anni di stoccate indimenticabili
Irene Camber in una foto d'epoca

LONDRA 1948 «A Londra non dovevo nemmeno andarci». La sua prima partecipazione alle Olimpiadi arrivò nonostante il suo… diniego.

«A Bellagio, sul lago di Como, ci giocammo la qualificazione per Londra. L'ultimo posto doveva essere assegnato alla mia concittadina Silvia Strukel. Invece Strukel perse una gara e decisero di mandare me alle Olimpiadi. Dissi al presidente di giuria che lei era nettamente superiore. Ma non volle nemmeno ascoltarmi». In pedana, a Londra, Camber approda alla semifinale nel singolo: un buon esordio per la 22enne azzurra.

HELSINKI 1952 Quella di Helsinki fu un'Olimpiade storica. Per la prima volta l'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche decide di inviare i propri atleti ai Giochi Olimpici.

«Me lo ricordo benissimo il giorno di apertura dei Giochi. Lo stadio di Helsinki era stracolmo di gente. Quando entrarono gli atleti di casa l'inno sembrò quasi una preghiera, mi vennero i brividi. L'Urss, invece, fu l'unica nazione che non venne applaudita: la delegazione di atleti fu avvolta da un silenzio di tomba. Eravamo in piena Guerra Fredda».

A Helsinki la 26enne Camber compie l'impresa più bella conquistando l'unico oro femminile della spedizione azzurra. La vittoria finale arrivò contro la magiara Ilona Elek-Schacherer, di ben 19 anni più anziana rispetto all'atleta italiana: «L'avevo già battuta tre mesi prima a Budapest, ma tutti mi davano per sfavorita perché lei era una istituzione. Al termine di una gara combattutissima trovai la stoccata vincente».

I giornali parlano allora della “Cenerentola del fioretto”, elogiando la “dottoressa”. Perché tra i tanti record, Irene Camber può vantare anche quello di essere stata la prima donna a laurearsi in Chimica industriale all'Università di Padova.

ROMA 1960, TOKYO 1964, MONACO 1972. Camber prende parte ad altre tre Olimpiadi. Nel 1960, a Roma, arriva la medaglia di bronzo a squadre assieme ad Antonella Ragno, Claudia Pasini, Velleda Cesari e Bruna Colombetti.

Nel 1964 a Tokyo lo stop inaspettato: «Venni convocata ma non fui inserita nelle gare a squadra, dopo che in precedenza avevo battuto le atlete russe, allora le più forti. Fu una grande delusione».

A Monaco di Baviera, nel 1972, la triestina occupa invece il ruolo di ct del fioretto: «L'azzurra Antonella Ragno vinse la gara di singolo, ma quell'edizione dei Giochi rimarrà per sempre scolpita nella mia memoria per l'attentato agli atleti israeliani. Ricordo che soffrii con loro per quella tragedia, che con lo sport nulla aveva a che fare».

«Fui incoraggiata dalla passione di mio padre. Ma prima venivano lo studio e la famiglia», ricorda ancora oggi Camber.

Sport dunque, ma non solo. Irene è stata la prima donna laureata in chimica industriale all’Università di Padova. Una personalità forte, fortissima, che ha fatto storia. « Per vincere bisogna combattere, se non si combatte non si può vincere», la massima che accompagna ancora oggi, a 95 anni, il mito Irene Camber.

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