Addio ad Apollonio, il triestino di Azzurra L’ultimo abbraccio nelle acque del Golfo

TRIESTE

Ciao “Apo”. Fabio Apollonio si è spento a 72 anni dopo aver combattuto un male che lo aveva toccato da tempo e sarà per sua espressa volontà il mare del suo amato Golfo ad accoglierlo nell’ultimo abbraccio. Si dovrà però aspettare qualche mese affinché le restrizioni anti-Covid diano la possibilità ai tanti amici di salutarlo con un’uscita in barca.

Tanti sono stati i messaggi di cordoglio e di ricordo che si sono susseguiti sul web all’annuncio del definitivo giro di boa. Uomo schivo e riservato, sempre lontano dai riflettori, ma ricordato da tutti per la grande generosità, l’umanità e l’impegno sportivo e professionale.

Prima che commercialista, “Apo” è stato velista di rango: cinque volte campione italiano tra derive (FD e Tornado) e altura, ma soprattutto campione mondiale 12 Metri S.I. nel 1984 e grinder su Azzurra nella campagna di Coppa America del 1983. Un’esperienza dalla quale fece nascere il libro “Azzurra a Newport” edito da Mursia e illustrato dalle fotografie di Franco Pace. Ha partecipato anche ad oltre quaranta edizioni della Barcolana.

È stato Cino Ricci a scrivere uno dei messaggi più intensi risalente a quando Apollonio decise di affrontare la sfida di Azzurra:«Quando si è proposto, sapendo che aveva moglie, un figlio e lavorava all’Agenzia delle Entrate ho tentato di dissuaderlo dicendogli le frasi fatte che si dicono nella circostanza. Avevo davanti un uomo che aveva un lavoro e una famiglia a cui promettevo soltanto soddisfare la sua passione per la vela e dimenticare tutto per un lungo periodo. La sua risposta fu laconica: ho già deciso. E da allora è stato un esempio per tutti - continua nel suo ricordo di Apollonio Cino Ricci - Puntuale, preciso, sempre pronto senza tante chiacchiere, senza mugugni e adatto ad ogni compito. Non c’è altro da dire, abbiamo perso un UOMO».

Roberto Sponza, che con Fabio ha condiviso una vita cominciata con la comune frequentazione della scuola vela alla Triestina della Vela, continuata con l’epopea di Azzurra, fino all’ultimo impegno comune con la classe J24, tratteggia così il passato più recente:«Negli ultimi tre anni ci sentivamo spesso, perché mi aveva chiesto di organizzare il Campionato Europeo e quello Italiano J24, classe monotipo che gli era rimasta nel cuore e di cui era stato eletto con orgoglio presidente nazionale. “Apo” voleva a tutti i costi portare a Trieste questo evento e, non fosse stato per la pandemia, ce l’avremmo di certo fatta. Pur essendoci stato assegnato dalla Classe internazionale infatti - prosegue Roberto Sponza - l’abbiamo dovuto annullare sia nel 2020 che nel 2021. La classe internazionale ci ha proposto di organizzarlo nel 2024 e abbiamo detto di sì a questo invito , ma Fabio ha commentato “chissà dove sarò nel 2024”...Mi piace pensare che si stia rilassando in pozzetto della sua barca».

Marco Penso, presidente della Società Triestina della Vela, per commemorare la figura di Fabio Apollonio ha fatto mettere il guidone a mezz’asta alla sede di Pontile Istria:«Questo è il nostro modo semplice e sobrio per salutare un grande socio». —





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